La storica casetta in mattoni era riservata al guardiano del Genio Civile, addetto al controllo delle piene del corso d’acqua che attraversa il capoluogo Bolzano Vicentino.
Negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale fino agli anni ‘60 del secolo scorso, un certo Arduino Zaccaria soprannominato Bacco, o Baco Quatrin, per un lungo periodo ha vissuto nella solitudine dell’aperta campagna, facendo piccoli lavori nei campi, utilizzando come dimora la casetta demaniale e successivamente costruendo una baracca nei pressi della stessa; da qui l’indicazione: “la casetta di Bacco”.
Quell’uomo schivo e da molti dimenticato, da anni riposa nel cimitero di Bolzano Vicentino.