Sito archeologico del Chioso
La presenza di una fortificazione è attestata da Rondolino ne "La Cronistoria di Cavaglià" (1882):
"Due castella ebbe certamente Cavaglià nel medioevo, uno di essi erigevasi sul colle detto Bricco o Chioso che sta a cavaliere del paese sul lato di levante. La sua esistenza è provata da documenti e dai ruderi".
Oggi nessun rudere è più visibile, ma la fotografia aerea mostra con evidenza la particolare conformazione irregolare del sito e suggerisce la presenza di una torre sul colle oltre la strada.
"Le mura avevano più di un metro di spessore e scendevano a mezzo il colle, racchiudendo nel loro giro parecchie case l'una isolata dall'altra. Havvi luogo a credere che l'accesso al castello fosse situato a mezzanotte per il declivio che scende sulla strada di Santhià. Il circuito delle mura era di circa 200 metri e il diametro massimo di circa 70 metri. Il castello dovette lentamente decadere già nel 1400 con losviluppo del borgo".
La zona conserva un notevole interesse archeologico.