Ricordatevi di portare con voi una penna o una matita.
Trail del Parco Naturale di Rocchetta Tanaro (AT)
Geocache n. 1
Questo è il primo di sette geocache nascosti lungo il percorso ad anello che addentrandosi nel Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, vi permetterà di fare una piacevole passeggiata a contatto con la natura.
Il sentiero sarà lungo circa 3,5 km e richiederà, in termini di tempo, più o meno 1 ora e 20 minuti, incontrerete salite e discese di media difficoltà, fate con calma e godetevi sia la camminata che la ricerca. Portarsi dietro una borraccia con dell'acqua potrebbe essere una buona idea.
Ad ogni step vi saranno date alcune informazioni circa le caratteristiche del successivo tratto di strada che dovrete percorrere. Questo primo cache, per esempio, si trova all'inizio del sentiero che è chiuso al traffico veicolare da una sbarra e prosegue in cresta costeggiando sulla sinistra un querceto a prevalenza di rovere. Seguite le indicazioni per la "Casa fra le Querce".
La zona è interessata dalla peste suina africana. La malattia colpisce solo suini e cinghiali e non comporta rischi per l'uomo, si richiede però di osservare alcune precauzioni al fine di evitare la diffusione del contagio (per esempio cambiarsi le scarpe prima di salire in macchina). Per ulteriori informazioni clicca: https://www.salute.gov.it/portale/pesteSuinaAfricana/dettaglioContenutiPSA.jsp?lingua=italiano&id=5954&area=pesteSuinaAfricana&menu=vuoto
Il Parco e la sua storia
Prima area protetta dell’Astigiano, il Parco è stato istituito con legge della Regione Piemonte nel 1980.
La storia di questo luogo è legata al nobile casato dei Marchesi di Incisa, affermatosi nel XII secolo.
Il Parco, infatti, è stato sostenuto da Mario Incisa Marchese della Rocchetta, fondatore e per molti anni Presidente del WWF nazionale, i cui discendenti sono ancora oggi proprietari della maggior parte del suo territorio.
L’area protetta comprende oltre 120 ettari di bosco che si estendono su una zona collinare digradante verso il Tanaro. Nel fondovalle due rii demaniali, Rabengo e Ronsinaggio, ne delimitano i confini raccogliendo le acque piovane che scendono dai versanti collinari. Il grande valore naturalistico è rappresentato dal patrimonio boschivo composto da boschi cedui di castagno e robinia e da boschi d’alto fusto, in cui prevale il querceto misto di rovere o di farnia. Il primo predilige le scarpate e i ripiani centrali, il secondo gli avvallamenti e i ripiani bassi. Alla rovere si associano la roverella, il cerro e sporadicamente il ciliegio, l’olmo e l’acero.
Di rilievo è la presenza del faggio (tra cui un esemplare di oltre duecento anni), residuo delle faggete diffuse su tutta la zona al termine dell’ultimo periodo glaciale. Nel sottobosco si trovano il nocciolo, l’orniello, il carpino, il biancospino. Oltre 100 le varietà di erbe e fiori: dall’elegante orchidea purpurea ai delicati mughetti, dalle primule al giglio rosso. Il bosco è l’habitat ideale per numerose specie faunistiche di mammiferi, anfibi, rettili, insetti. Particolarmente ricca è l’avifauna: sono state censite 40 specie di uccelli nidificanti, tra cui il picchio verde e il picchio rosso minore, il luì verde, il regolo, la ghiandaia, l’allocco.

