L’acquedotto medievale è uno degli scorci più suggestivi di Perugia. Quest’opera romana, fu ampliata con importanti lavori nel periodo medievale. Nel 1254, fu creato un percorso di circa quattro chilometri per far arrivare l’acqua in città direttamente da Monte Pacciano e dalle sue sorgenti. Il progetto non fu per nulla semplice da realizzare, soprattutto a causa della posizione elevata della città di Perugia che rese necessario trovare una soluzione alternativa per poter muovere l’acqua in salita, superando gli avvallamenti e le ripide pendenze tra il colle e la città . Dopo anni di studio, con l’utilizzo di un condotto forzato a pressione si riuscì ad imprimere all’acqua il moto inverso con un’impresa idraulica straordinaria. I lavori si conclusero soltanto nel 1278 quando l’acqua arrivò per la prima volta alla Fontana Maggiore in Piazza IV Novembre. Nel 1322, come indica la targa nel bacino superiore della fontana, venne terminata la realizzazione di un altro tracciato più diretto, ma con dislivello e pressione maggiore.
L’acquedotto, nel tempo, fu soggetto a continui problemi funzionali e manutentivi, fino ad essere dismesso nel 1835 e sostituito con uno più moderno. Durante la prima metà del XIX secolo, una volta cessata la sua funzione, l’ultimo tratto che arriva in città fu trasformato in un caratteristico percorso pedonale mentre il tratto esterno dell’acquedotto, situato nella campagna a nord della città , fu abbandonato ed oggi non restano che dei ruderi ancora visibili.
Il percorso pensile collega il borgo di Porta S. Angelo con il centro storico: il tratto è costituito da un ponte sorretto da una decina di campate con arconi a tutto sesto, addossate alle quali sono state costruite abitazioni con accessi direttamente in quota. Il percorso termina con un ultimo tratto sotterraneo in via Appia, che un tempo arrivava fino alla fontana, visitabile solo in determinate occasioni grazie a speciali visite guidate. La parte sotterranea è un cunicolo probabilmente tracciato già in epoca etrusca, che termina direttamente nell’area archeologica della Cattedrale. Risalendo l’acquedotto, si giunge ad una lunga scalinata che passa al di sotto dell’arco più antico, dal quale poi si accede in pieno centro storico.