La località che dà il nome alla cache è uno dei punti a mio avviso più belli e meritevoli di visita dell’Elba.
Poco battuta dalle folle anche in alta stagione (forse a causa dei 200 scalini da percorrere per raggiugere la spiaggia), è un’ampia baia selvaggia di circa 300 metri composta prevalentemente da ciottoli e un po’ di sabbia, circondata da scogliere di granito con macchia mediterranea che la riparano dai venti del nord.

Sulla limpidezza del mare non occorre spendere inutili parole.
I colori dell’acqua virano dall’azzurro intenso del mattino al verde chiaro delle ore centrali della giornata, per poi trasformarsi in un blu intensissimo nel tardo pomeriggio, virando lentamente nel nero della notte.

La cache è facilmente accessibile e in un punto in cui ci si può fermare con la macchina.