A inizio Ottocento anche a Guastalla – centro minore dell'Italia padana, sottoposta al dominio francese e poco dopo al Ducato di Parma e Piacenza – giunse la legislazione napoleonica che vietò di seppellire nelle chiese e all'interno dei centri urbani. In una cronaca manoscritta del 1808 si legge che il cimitero previsto dal decreto del 5 settembre 1806 «fu provvisoriamente destinato nel sagrato della chiesa di S. Giorgio, fuori Porta Po, il quale fu posto in attività l'1 settembre 1808». Nel 1811, «essendo del tutto pieno il cimitero provvisorio di S. Giorgio, fu destinato il sagrato della Chiesa del Baccanello». Esaurito tale spazio, nel 1812 si cominciò a portare i morti, fino «a tutto il 24 marzo 1816», nel sagrato della Pieve. Successivamente, a tale uso venne destinata l'area del convento dei Cappuccini, da poco abbattuto.