La sede originaria del paese non era quella di allora, ma in quello che oggi viene chiamato “il Pilastro” (di fronte a Via Cantone). Leggenda vuole che secoli fa i suoi abitanti in una notte smontarono la chiesa mattone x mattone x ricostruirla in quella che c’era nella piazza attuale. E’ dagli anni 50/60 che cominciano i cambiamenti (abbattimento chiesa) dove S. Martino, negli anni 70/80 è ricco di attività che vorrei ricordare: entrando da Guastalla sulla destra trovavamo il mulino di Storchi; nel ’74 viene inaugurato l’attuale asilo, prima sito in fondo a Via Compagnia; il dentista Badiali; tra l’osteria di Brugnoli, ora forno Bezzi, e l’attuale Via Torricelli c’erano un fruttivendolo, una parrucchiera e una macelleria, quest ultimi due si trasferiranno poi sotto i portici, sorti progressivamente, e divennero alimentari Messori e dopo qualche anno parrucchiera Portioli. Sempre sotto i portici c’era la merceria di Camillo Perini gestita dalla moglie Veneranda e dalla figlia Patrizia, mentre lui col suo furgoncino bianco girava per le case. Poi c’era il bar di Paride che in anni di attività si sposta tra i numeri civici (attuali) 40-36-34-40; poi Bisi Nazario il fabbro. Sulla destra dopo le scuole c’era un allevamento di suini (e nessuno si lamentava per l’odore), la nuova chiesa e nell’angolo con Via S. Ignazio c’era Vincenzo Fornasari (esattamente nell’angolo c’era un edicola alla Madonna, visibile ora nel muro esterno), che gestisce una pompa di benzina (poi smessa) e casalinghi passati al figlio