L'altopiano carsico, per la sua particolare conformazione geologica, si presenta privo di una rete idrografica superficiale. Per questo motivo, già in epoche antiche, sono state realizzate opere per trattenere le acque piovane destinate agli usi domestici e agricoli.
Sul Carso triestino e sloveno esistono ancora oggi molti di questi bacini artificiali localmente noti con i nomi di kal, luža, močilo, lokva, p'č, studenec ecc.. Si tratta di vasche di raccolta e stagni artificiali destinati a raccogliere l'acqua per abbeverare gli animali, irrigare le coltivazioni, lavare i panni o produrre nelle jazere (ghiacciaie) il ghiaccio da vendere in città.
Stagno: depressione del suolo dove si raccoglie acqua ferma; può essere permanente o stagionale. La profondità è tale che il bacino è soggetto in ogni punto alle variazioni di luce e temperatura, che condizionano lo sviluppo della vegetazione e degli animali.
Fino alla prima metà del '900 la realizzazione e la manutenzione di stagni artificiali era pratica comune. Venivano sfruttate depressioni naturali del terreno, impermeabilizzate con uno spesso strato di argilla, eventualmente consolidate con una pavimentazione in pietra ulteriormente rivestita di argilla. Spesso venivano realizzate delle rampe di accesso inclinate per favorire l'abbeverata degli animali, o delle gradinate per consentire l'accesso delle persone. La manutenzione periodica impediva lo sviluppo eccessivo della vegetazione acquatica e l'accumulo di fanghi e detriti che altrimenti avrebbero invaso lo stagno.
Oggi, dopo anni di abbandono e di un naturale processo di interramento, la manutenzione degli stagni carsici è ripresa per la conservazione di un ambiente molto particolare. Lo stagno è infatti luogo di riproduzione e habitat per numerose specie di anfibi, rettili, insetti e specie vegetali che in Carso altrimenti sarebbero destinate all'estinzione.
Con la realizzazione dell'acquedotto che nel primo dopoguerra raggiunse anche i piccoli centri abitati del Carso, stagni e pozzi persero la loro funzione e vennero progressivamente abbandonati. Alcune vasche in cemento sono state ripulite dai rifiuti e dai detriti e ripristinate come bacini di raccolta per le acque piovane.
Per le sue particolari caratteristiche geologiche è stato applicato uno strato di terriccio. Più volte furono posti accanto ai germogli