
Eccoci a ricordare il centenario della nascita (3 novembre 1924) di un’altra grande personalità che ha contribuito, si lui ha effettivamente contribuito, all’alfabetizzazione di molte, moltissime persone nei primi anni sessanta: il maestro Alberto MANZI

Ma andiamo con ordine.
L’analfabetismo nel 1960 (sono passati quindici anni dal termine del secondo conflitto mondiale) è ancora presente in poco più dell’8,3% (nel 1931 era il 21% e nel 1951 il 12,9%) della popolazione italiana (praticamente una persona su dieci non sa leggere né scrivere) ed alla Rai si inventano un programma che viene affidato (dopo che – come afferma nella sua ultima intervista - tutti i raccomandati avevano declinato l’offerta) alla conduzione di Alberto Manzi per cercare di aiutare la popolazione ad imparare a leggere ed a scrivere. Durante questa trasmissione, trasmessa dal 15 novembre 1960 al 10 maggio 1968 per un totale di 484 puntate, vennero fatte delle vere e proprie lezioni di scuola elementare partendo da zero e, grazie alla capacità comunicativa ed all’abilità nel disegno di Manzi, si stima che circa un milione e mezzo di persone siano riuscite a conseguire la licenza elementare.

Dopo una prima esperienza di insegnamento in un Istituto di Rieducazione e Pena per minori di Roma diviene insegnante di ruolo alla scuola elementare Fratelli Bandiera di Roma; è stato un maestro innovativo e rispettoso delle singole diversità con un occhio di riguardo per tutte quelle persone che avevano bisogno di aiuto e, a volte, erano ai margini della società. È famoso anche per un aneddoto che gli costò quattro mesi di sospensione dello stipendio. Accade nel 1981 quando vengono introdotte le schede di valutazione e lui si rifiuta di compilarle asserendo che quello che ci fosse stato scritto (di negativo) avrebbe accompagnato lo studente per tutta la vita scolastica e sicuramente per gli anni a venire. Nel successivo anno scolastico “obbligato” a scrivere il giudizio, prepara un timbro che usa per tutti gli studenti indistintamente: “FA QUEL CHE PUO’. QUEL CHE NON PUO’ NON FA.” Denunciato alla Procura delle Repubblica, il giudice sorridendo gli sottolinea che scrivendolo con il timbro prendeva in giro il Ministero; l’anno successivo pensò bene di scrivere a penna quel che l’anno prima timbrava.

Dal 1957 al 1976 si reca in America del Sud (Altipiano Andino, Ecuador, Perù) per fare scuola agli indios perché gli piaceva proprio far uscire le persone dall’analfabetismo
Ha pure scritto diversi libri per ragazzi il più famoso dei quali è sicuramente Orzowei da cui la televisione trasse uno sceneggiato a puntate trasmesso nel 1977 (qualcuno si ricorderà anche la sigla cantata dagli Oliver Onions).
Con la sua empatia, la sua umanità e le mani sporche del gesso che usava per disegnare su grandi fogli di carta da pacchi, si rivolse ad un intero paese attraverso la televisione; inventò la didattica a distanza molto prima di quella fatta ai tempi del covid e con risultati che possiamo dire superiori a quelli che la DAD odierna ha ottenuto.

Alberto Manzi una persona che vale la pena ricordare e, per chi non l’avesse nemmeno sentita menzionare può affidarsi alla rete per conoscerlo.
Qui trovate la sua ultima intervista rilasciata il 13 giugno 1997
Qui la sua lezione di apertura dell'anno del 9/11/1964 di NON È MAI TROPPO TARDI
Mentre qui troverete la fiction in due puntate che la Rai gli ha dedicato nel 2014
E poi potrete comprendere perché tante ma proprio tante persone gli sono riconoscenti e possono con stima ed affetto dire: grazie maestro Manzi! perché …. NON È MAI TROPPO TARDI
Non nascondo che scrivendo questo listing e riguardando le immagini che da piccolo vedevo attraverso il tubo catodico anch’io mi sono emozionato rivivendo quell’epoca che i giovani di adesso non possono nemmeno lontanamente immaginare e forse nemmeno comprendere.
La cache
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Ricordatevi di portare una penna e … buon divertimento!
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