L’anfiteatro romano di Cagliari è uno dei più importanti e suggestivi resti archeologici dell’antica Karales, l’antico nome della città sarda. Costruito tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C., l'anfiteatro si trova incastonato nella roccia calcarea del colle di Buoncammino, offrendo non solo uno spettacolo architettonico ma anche una panoramica straordinaria sulla città.
Storia e Architettura
L’anfiteatro fu progettato per accogliere fino a 10.000 spettatori, una capacità considerevole per l'epoca, vista la popolazione relativamente piccola di Karales. La sua costruzione avvenne interamente in pietra calcarea locale e, per sfruttare al meglio la conformazione del colle, la parte occidentale dell’edificio fu scavata direttamente nella roccia, mentre altre sezioni furono costruite in muratura. La forma ovale dell'arena e la presenza di gradinate separate per ceti sociali permettevano una visione ottimale degli spettacoli, che spaziavano dai combattimenti gladiatori agli spettacoli di caccia (venationes) con animali selvatici.
Caratteristiche Principali
L’anfiteatro è lungo circa 100 metri e largo 80, con una forma ellittica che ricorda la struttura del Colosseo, seppure in scala ridotta. All’interno dell’arena, vi erano gallerie e passaggi sotterranei che consentivano un efficace movimento di animali e combattenti, nonché il rapido accesso all’area dello spettacolo. Una serie di cunicoli collegava l’arena alle strutture di servizio e ai recinti per gli animali, che venivano liberati attraverso botole direttamente nell’arena.
Curiosità
Durante il Medioevo, l’anfiteatro venne usato come cava di pietra, e molti blocchi vennero riutilizzati per la costruzione di edifici della città. Solo nel XIX secolo, grazie all’interesse archeologico, il sito fu riscoperto e sottoposto a scavi sistematici. La sua riscoperta ha rivelato molto della vita quotidiana e delle usanze di epoca romana, facendolo diventare uno dei simboli della storia antica di Cagliari.
Attualmente non è aperto al pubblico per visite guidate, sebbene non sia visitabile internamente, è comunque visibile dall'esterno e la sua maestosità può essere apprezzata anche da punti panoramici circostanti. La Soprintendenza Archeologica sta lavorando affinché il sito possa tornare accessibile al pubblico in un contesto che ne preservi la storicità e la sicurezza.