L’istituto del Rebaudengo è stato un dono del Conte Eugenio Rebaudengo, senatore del Regno, cooperatore salesiano e grande ammiratore delle opere di Don Bosco. La prima pietra fu posta nell’anno della Beatificazione di Don Bosco (1929). Il 4 ottobre del 1930, con l’edificio ancora in costruzione, iniziano i corsi professionali con 58 ragazzi. Sono ragazzi provenienti da famiglie di modeste condizioni economiche, che desiderano essere inseriti nel mondo del lavoro come “buoni cittadini e cristiani impegnati”.
Nel promuovere la costruzione dell’Istituto, i superiori – interpellati dalle tante richieste di personale, soprattutto tecnico-professionale – avevano in mente di dare una sede appropriata alla qualificazione professionale (magistero) dei confratelli laici (coadiutori), per la loro formazione salesiana, missionaria e professionale.
È sembrato naturale accogliere anche ragazzi orientati alla vita religiosa come salesiani aspiranti. Essi, mentre venivano preparati all’apprendimento di un mestiere, come meccanici, calzolai, sarti e falegnami, venivano invitati a studiare la propria vocazione alla vita consacrata.
I salesiani coadiutori, formati al Rebaudengo si recarono in tutto il mondo aprendo scuole professionali e potenziando quelle già esistenti. I centri di formazione professionale da loro fondati, sono ancora oggi modello nel preparare i giovani al lavoro e all’impegno cristiano sociale e civico.
Con l’evolversi della situazione socioculturale venne meno l’esigenza di un aspirantato per i ragazzi e in seguito anche del magistero professionale. Invece, la struttura, le macchine e le attrezzature, così come la ricchezza didattica e l’esperienza del personale docente, hanno suggerito di aprirsi maggiormente al territorio avviando un Centro di Formazione Professionale per i giovani della città e dei paesi vicini, i cui corsi sono sovvenzionati in parte dal Ministero del lavoro e successivamente dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino.
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