
#146 L'Archivio di Stato di Firenze
Mystery #52
La stragrande maggioranza dei turisti che affollano la città di Firenze ignorano spesso l’esistenza di uno dei suoi maggiori tesori, che custodisce pezzi unici della storia e della cultura europea:
l’Archivio di Stato.

(Logo dell'Archivio di Stato di Firenze, che richiama la forma particolare dell'edificio a gradoni rovesciati)
(da Wikipedia)
Fondato il 20 febbraio 1852 con un decreto del granduca Leopoldo II di Toscana col nome di Direzione centrale degli archivi di Stato raccolse inizialmente solo alcuni grandi archivi del Granducato.
Con l’Unità d’Italia si stabilì che nell'Archivio di Stato confluissero tutti i documenti che non fossero più di uso corrente, il che causò un vero e proprio sversamento di raccolte d'archivio dagli uffici amministrativi verso questo istituto. Al problema del volume delle raccolte, conservate nel piano terra degli Uffizi, si aggiunsero i danni ingentissimi causati dall'alluvione di Firenze (4 novembre 1966).

I depositi alluvionati agli Uffizi
La necessità di provvedere una sede razionale e decorosa per un archivio oggetto delle attenzioni dei maggiori studiosi della comunità internazionale fece sì che alla fine degli anni Ottanta venisse realizzata una nuova sede posta sui viali all'altezza di piazza Beccaria.
L’area fu precedentemente occupata in epoca fascista per la costruzione della Casa della Gioventù Italiana del Littorio (GIL), su progetto dell'architetto Aurelio Cetica nel 1938, e adibita dopo la guerra a vari usi, tra i quali quelli di palestra, piscina (piscina Oreste Muzzi, la prima piscina coperta di Firenze) e cinema (cinema Cristallo).
La necessità di provvedere a una nuova sede per l'Archivio di Stato (e la parallela necessità di acquisire nuovi spazi alla Galleria degli Uffizi per una più razionale esposizione delle opere d'arte) portò alla definizione di un progetto che prevedeva la demolizione del precedente edificio (decisione oggi oltremodo criticata per la qualità architettonica della preesistente struttura, da considerare tra gli episodi più significativi del Razionalismo in ambito cittadino) e la realizzazione di un nuovo fabbricato, su progetto che fu affidato a Italo Gamberini e a un gruppo di architetti da lui diretto. Completate le demolizioni tra il 1975 e il 1976 (con una sospensione per la rimozione di un ciclo di pitture murali voluta dalla Soprintendenza) e iniziate le opere di costruzione l'anno seguente, il complesso fu inaugurato ufficialmente il 4 febbraio 1989.

L'edificio, in cemento armato, è interamente rivestito con lastre di pietra artificiale (lastre in cemento caricato con inerti colorati). Opera piuttosto discussa, fu definito "triste costruzione" da Antonio Paolucci, ma come avviene spesso in architettura, con il trascorrere del tempo, questa struttura sta ora assumendo la caratteristica di testimonianza di una costruzione finalizzata e funzionale, tipica della fine del Novecento. L'archivio è depositario di una vastissima raccolta (in parte ancora inesplorata) di documenti dall'VIII secolo in poi (tra i più antichi le carte dell'abbazia di Passignano), di importanza fondamentale per gli studi storici, storico-artistici, linguistici, paleografici e diplomatici. Il patrimonio conservato dall'Archivio è ricco "di 600 fondi, per un totale di oltre 75 km di documenti, dall'VIII secolo ai nostri giorni, delle più diverse tipologie: carteggi, diplomi, codici miniati, statuti, disegni, carte nautiche e geografiche che recano iscritta la memoria storica delle vicende politiche, sociali, culturali e artistiche di Firenze e della Toscana e che fanno dell'Archivio di Stato di Firenze un punto di riferimento per ricercatori di tutto il mondo" (dal sito internet ufficiale dell'Archivio di Stato). Notevole è infatti la rilevanza internazionale dei documenti rinascimentali in esso conservati, ma stanno progressivamente assumendo sempre più importanza anche i variegati fondi del XVIII, XIX e soprattutto XX secolo depositati in questo Istituto. Custodisce anche gli archivi delle diverse realtà industriali che si sono succedute nell'area fiorentina, alcune delle quali ancora esistenti: fra le prime la Fonderia delle Cure e la Superpila. Sono inoltre da segnalare i cospicui fondi relativi all'architettura del Novecento in Toscana, frutto di lasciti dei principali letterati, architetti e artisti locali. Presso l'Archivio di Stato di Firenze è attiva la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica.

Registrazione della carica di priore di Firenze assunta da Dante Alighieri nel bimestre giugno-agosto 1300
(Archivio di Stato di Firenze, Priorista di Palazzo, c. 19r)
La Cache
Piazza Beccaria, da dove partono le coordinate iniziali, è una zona di intenso traffico automobilistico; a
breve verrà inoltre prolungata la linea metrotranviaria. Inoltre la vivace attività commerciale di Borgo
Croce e di via Gioberti fa sì che praticamente a tutte le ore vi sia un intenso passaggio di fiorentini e di
turisti. Occorre quindi prestare particolare attenzione a non dare troppo nell’occhio... anche perché
ovviamente la zona è coperta da videosorveglianza!
Una volta trovata la cache e loggata, riposizionatela esattamente nello stesso punto!
Per trovare le coordinate finali dovete andare in un punto a X metri e a Y gradi rispetto alle coordinate note.
Per trovare X e Y dovete prendere l'anno di nascita e di morte di un architetto fiorentino (fratello minore di un altro famoso architetto), che ha contribuito ai fondi dell'Archivio.
X = (anno di nascita - 31) : 16
Y = (anno di morte + 29) : 10
(le immagini presenti sono tratte da Wikipedia e dal sito dell'Archivio di Stato, tranne la foto notturna dell'Archivio fatta dall'owner)