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La cache del dubbio Mystery Cache

Hidden : 5/2/2025
Difficulty:
3 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:


Avvertenza #1: questa è una mystery, quindi le coordinate che vedete NON sono quelle del posto dove è nascosta la cache. Per trovare le coordinate corrette dovrete risolvere l'indagine insieme a Dirk Gently (che fin dall'inizio ne sa quanto ne sapete voi: un bel niente). Nella cache non c'è la penna, ma tre oggetti a tema che possono essere legittimamente prelevati dai primi tre founder: sono esattamente identici, a parte nel colore, quindi se arrivate, ad esempio, per primi e il blu vi fa orrore, sentitevi liberi di prenderne un altro (cambiate solo il foglietto con la scritta, grazie!).

Avvertenza #2: per risolvere questa mystery non è assolutamente necessario aver letto "Il salmone del dubbio" di Douglas Adams: i riferimenti al libro sono molti, ma sono del tutto inutili. Io, comunque, vi consiglio di leggerlo ugualmente: è un gran bel romanzo (non per niente ci ho dedicato una cache).

Avvertenza all’avvertenza #2: il romanzo di Adams è incompiuto, purtroppo l’autore è deceduto prima di poterlo terminare. Questo potrebbe lasciare a molti l’amaro in bocca, ma a me ha lasciato molto margine di manovra per inventarmi i pezzi di trama mancanti.

Avvertenza #3: è una mystery multistrato: non fermatevi al primo check! Saprete di aver finito quando leggerete "congratulazioni". La difficoltà parte da 3, ma aspetto dei feedback per eventualmente correggerla. E’ la terza di una serie, cominciata con GCB2C46 e proseguita con GCB45PH: le tre cache sono indipendenti tra loro e possono essere risolte e trovate nell’ordine che più vi aggrada.Quando le avrete firmate tutte e tre, potrete fregiare il vostro profilo con il pregevole badge creato per l'occasione: chiedete e vi sarà dato!

 


Non era una giornata particolarmente promettente per Dirk Gently.
Seduto alla sua scrivania ingombra di fogli, tazze vuote di tè, e un assortimento di oggetti che avevano perso ogni utilità (ma non il loro fascino per Dirk), stava sfogliando pigramente il giornale locale. Era una lettura che affrontava con lo stesso misto di curiosità e terrore con cui si può affrontare una scatola di cioccolatini scaduti: uno o due potrebbero essere buoni, ma la maggior parte è meglio evitarla.

Arrivato alla pagina degli oroscopi, la fronte gli si increspò. Era sempre un’esperienza spiacevole leggere le previsioni del Grande Zaganza, un astrologo dalla pessima inclinazione verso il suo segno. Quel giorno non faceva eccezione:

Oggi potresti incappare in un rinoceronte in una situazione imbarazzante. Meglio restare a casa, ma se proprio devi uscire, ricordati di portare una torcia, una rete da pesca e una scorta di pazienza.

Dirk sbuffò: «Rinoceronti. Sempre i maledetti rinoceronti. È ossessionato», disse, piegando il giornale per relegare l’oroscopo fuori dalla sua vista. Passò alla pagina degli annunci, angolino che riservava sempre qualcosa di interessante per chi era interessato all'acquisto di qualcosa che altri trovavano inutile nelle proprie vite (e Dirk certamente lo era).

«Vediamo un po’ cosa offre il mercato…», borbottò, spulciando gli annunci economici, «Runa parlante, lampadario infestato, rinoceronte… rinoceronte?!».

Dirk alzò un sopracciglio, perplesso: «Rinoceronte smarrito? Davvero? Vuoi vedere che per una volta il mio oroscopo aveva ragione? Ma come si può smarrire un rinoceronte?». Si grattò la testa, continuando a ragionare ad alta voce: «Effettivamente è proprio il tipo di assurdità che mi capitano di solito. Forse l'universo vuole che io ritrovi questo rinoceronte! Forse…»

Prima che potesse concludere il suo paradossale ragionamento, però, qualcuno bussò imperiosamente alla porta del suo ufficio/stanza da letto/studio/biblioteca, e una melodiosa (anche se vagamente isterica) voce femminile prese a chiamarlo: «Signor Gently! Signor Gently, apra, la prego!»

Lasciati da parte oroscopi, annunci e rinoceronti, Dirk si affrettò ad aprire la porta: una donna trafelata, con i capelli arruffati e un’espressione a metà tra il disperato e il ridicolo, entrò brandendo un trasportino per gatti.

«Signor Gently», disse, cercando di riprendere fiato, «Ho bisogno del suo aiuto».

Dirk le fece cenno di entrare: «Spero che non si tratti di un rinoceronte,» disse, «Ho già un rinoceronte tra i miei pensieri, ed è più che sufficiente».

«No... non un rinoceronte», rispose la donna, accasciandosi su una sedia, «Si tratta del mio gatto. O meglio, metà del mio gatto».

Dirk scosse la testa: «Signora, mi dispiace, ma non mi occupo più di… scusi, ha detto metà gatto?» Le cose stavano prendendo la solita piega assurda, notò, fra sé.

«» rispose la donna, affranta: «La metà posteriore è scomparsa. Solo... sparita!»

Dirk la fissò per un lungo istante, poi si appoggiò allo schienale della sedia con un vago sorriso con cui sperava di sembrare rassicurante: «Molto bene», disse, «Mi racconti tutto».

La donna spiegò come il suo gatto, un persiano di nome Meringa, fosse uscito quella mattina per la sua solita passeggiata nel cortile. Tutto sembrava normale, fino a quando, pochi minuti dopo, aveva notato che mancava qualcosa: la parte posteriore del gatto, per l'appunto. Niente segni di lotta, niente sangue. Niente di niente. E niente oltre la pancia del gatto.

«Sembra che sia stato... tagliato a metà», concluse la donna con un tremito nella voce, e aprì il trasportino. Un bellissimo gatto persiano fece capolino, con un lieve miagolio di disapprovazione; si leccò una zampa, si grattò il muso e saltò fuori, agitando… beh, un bel niente: la parte posteriore era, in effetti, del tutto assente. Il gatto non sembrava risentirne: camminava con grazia regale, annusando di tanto in tanto qualcuna delle molteplici porcherie che costellavano il pavimento dell’ufficio di Dirk. Era come se la pancia, le zampe posteriori e la coda fossero semplicemente diventate invisibili.

Per un lungo istante, Dirk non seppe cosa dire. Poi si schiarì la voce e, rivolgendosi con garbo alla donna, disse: «Accetto il caso, signora».

«Oh, grazie, grazie!», esclamò lei con un lieve singhiozzo, cominciando a rovistare nella capiente borsetta che aveva con sé, «Le pagherò immediatamente un anticipo. E ho portato il salmone, naturalmente», aggiunse, estraendo dalla borsa un sacchetto di plastica che conteneva quello che era inequivocabilmente un salmone vivo.

Per la seconda volta nel giro di qualche istante, Dirk non riuscì a pensare a qualcosa da dire di anche solo vagamente intelligente. Si limitò a fissare il salmone con sguardo vacuo, mentre il gatto si avvicinava, piuttosto interessato.

«Il salmone», disse, dopo un silenzio così lungo da diventare imbarazzante, «Ah, capisco. È uno spuntino per il gatto, immagino».

La donna lo fissò perplessa: «No, è per lei», disse, «Proprio come diceva il suo annuncio».

«Il mio annuncio?», le fece eco Dirk.

«Ma sì, il suo annuncio sul giornale», rispose lei, porgendogli il sacchetto col salmone.

Sempre più confuso, Dirk prese il salmone dalle mani della donna: «Ma io non ho fatto scrivere niente del genere», mormorò, più rivolto al salmone che alla sua cliente.

La donna, in tutta risposta, afferrò il giornale che Dirk stava leggendo poco prima, lo sfogliò e, trovata la pagina giusta, lo porse a Dirk: «E invece l'annuncio dice proprio così. O lei non è il signor Gently?», chiese, sospettosa.

Dirk allungò la mano libera dal salmone e prese il giornale. L'annuncio era il suo, non c'era nessun dubbio: relegato in fondo alla terza colonna della pagina delle pubblicità locali (il posto che costava meno), recitava così: Dirk Gently, investigatore olistico. Specializzato in gatti scomparsi. Pagamento anticipato. Portate un salmone vivo.

Dirk corrugò la fronte: «Deve trattarsi di un errore. Probabilmente uno stagista con un calo di zuccheri. Deve essere così», disse, cercando di convincere sé stesso per primo.

La donna sembrava poco interessata alla faccenda: «Quindi, per il mio gatto?», lo spronò, agitando il portafoglio, «Lo vuole questo benedetto anticipo?»

Dirk si concentrò all’istante: una cliente pagante (aveva o no appena promesso di pagargli un anticipo?) era qualcosa che non vedeva da troppo tempo per rischiare di perderla per colpa di un salmone: «Certamente, mia cara signora. La ringrazio. Per quanto riguarda il suo caso, avrò bisogno di più informazioni possibili. Innanzitutto, dovrò vedere il… ehm, chiamiamolo luogo del misfatto», disse Dirk. Indossò l’impermeabile e, senza pensarci su troppo a lungo, infilò il sacchetto col salmone e il giornale in una delle capienti tasche. Calzò il suo famigerato cappello e concluse: «Se fosse cosi gentile da farmi strada…»

* * *

Il cortile era un cortile normalissimo: un praticello, un cespuglio di etnia indefinita, un tavolino e una sedia da giardino. La donna indicò il tutto con un ampio gesto del braccio: «Ecco, è successo qui. Di solito, Meringa passa un po’ di tempo ad annusare l’aiuola laggiù, credo che speri di trovarci dei topolini».

Dirk si avvicinò al punto incriminato e prese ad esaminare le petunie: niente di sospetto, a parte…

«Ah-a!”, gridò, facendo sobbalzare sia la cliente che il suo mezzo gatto, «Un indizio! Lo sapevo!». Si risollevò stringendo tra le dita un foglietto stropicciato e mostrandolo alla donna: «Non mi dica che è la sua lista della spesa, la prego».

Il bigliettino, una volta spiegato, si rivelò essere tutt’altro rispetto ad una lista della spesa. Con una grafia sghemba e frettolosa, c’era scritto: Segui il mezzo che resta per trovare il mezzo che manca.

Dirk sorrise soddisfatto: «Un enigma, naturalmente. Signora», disse, rivolgendosi alla donna, «Non la voglio allarmare, ma potrebbe trattarsi di un rapimento a scopo di riscatto».

La donna si agitò visibilmente: «Un rapimento? Ma come…?»

«Non so come abbiano fatto a rapire solo metà del suo gatto”, la prevenne Dirk, «Ma le assicuro che, come loro l’hanno portata via, io saprò ritrovarla. E riattaccarla, spero. Ora», proseguì, impedendo alla donna di protestare per quel “spero”, «E’ essenziale, lei capirà, che mi dia il permesso di portare via quel che resta del suo gatto. L’enigma parla chiaro: sarà la metà restante a portarci alla metà perduta».

La donna esitò, ma infine acconsentì. Dirk aprì il trasportino, facendo uscire il mezzo gatto, che sembrava piuttosto tranquillo nonostante la situazione, e attese.

«Cosa sta facendo?», chiese la donna, piuttosto confusa.

«Non ne ho idea», rispose Dirk, «Ma se c’è una cosa che ho imparato, è che i gatti sono ottime guide, anche quando non lo vogliono essere».

Come se quelle parole fossero un segnale, il mezzo persiano annusò l’aria, miagolò sonoramente e trotterellò garbatamente verso il cancello, uscendo sul marciapiede.

«Non tema, signora: saremo di ritorno molto presto!», esclamò Dirk.

Estrasse dalle tasche un pezzetto di carta che aveva visto giorni migliori, una matita e si apprestò a seguire Meringa.

 

Nota dell'Autrice:

Quella che segue è una copia dell'originale bigliettino spiegazzato compilato da Dirk durante il suo inseguimento felino. Non sono rune: sono frecce che indicano la direzione ogni volta presa da Meringa. Non mandatemi maledizioni, grazie.

 

Additional Hints (Decrypt)

Ghggb dhryyb pur freir, yb gebingr qbcb v inev purpx.

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)