Qui a Cantù, zona dove è forte la tradizione nella lavorazione artigianale del legno, ma dove – in una bottega accanto al centro storico – questa non è stata applicata a letti, armadi e scrivanie o tavoli, ma piuttosto alle ridotte dimensioni di quest’oggetto del piacere prevalentemente maschile: la pipa.
Nel corso degli anni, sono stati molti i personaggi internazionali che hanno apprezzato le pipe canturine: presidenti Usa come Gerald Ford e premier inglesi come Harold Wilson, leader dei paesi emergenti come l’egiziano Anwar El Sadat e notissimi artisti come Lucio Dalla.
Ma forse il colpo pubblicitario di maggior effetto fu quello innescato dalla vittoria della nazionale di calcio italiana al Mundial spagnolo del 1982. Quando l’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, andò a Madrid per assistere alla finale. Con sé portò una pipa Castello creata per l’occasione come portafortuna: con un tassello tricolore sul bocchino. E, in effetti, fortuna la portò. È passata agli annali l’esultanza presidenziale (braccia in alto e pipa in mano) durante l’incontro con la Germania, e, in seguito, la celeberrima partita a scopone con Bearzot (altro Grande appassionato delle pipe canturine), Causio e Zoff sull’aereo che riporta in Italia la squadra trionfatrice, quando, anche mentre maltratta il portiere per uno spariglio mancato, Pertini non molla mai la sua pipa.
E questa cache vuole portarVi proprio qui, dove, nella bottega artiganale dietro il cancello, le pipe si producono, ininterrottamente, dal 1947, anche se in molti non lo sanno ....anche tra i canturini ;)