Il santuario si distingue per i suoi due campanili e per l’alta lanterna, posta al centro, caratteristica che gli ha conferito il nome di “tre ciochè” (ciochè in piemontese significa campanile e si pronuncia ciuchè).
l progetto del santuario fu affidato all’architetto alladiese Costanzo Michela, che decise di incorporare la struttura preesistente nella nuova costruzione (1738-1746).
L’interno della chiesa è a croce latina con due altari laterali e due sacrestie.
L’altare maggiore in marmo è dedicato alla Beata Maria Vergine della Neve e nel coro è posto l’antico affresco della Madonna, racchiuso in una cornice di legno.
Sotto la mensa sono riposte le reliquie di Santa Vittoria.
In una nicchia, alla destra dell’altare maggiore, è custodita la statua lignea della Madonna delle Grazie, che ogni anno viene portata in processione (prima domenica di agosto).
Esternamente sulla facciata vi è un’iscrizione “ex voto” a ricordo della fine dell’epidemia che nel 1746 colpì il bestiame della zona.