Testo tratto da LA TERZA VIA di Lino Galliani
https://www.linogalliani.com/etnografia/la-terza-via-2007/

LA STORIA
Il Ponte costituì per secoli l’unico importante punto di congiunzione tra le due sponde dell’Enna.
Lo costruirono i “Senesi”, uno dei rami del Clan degli Offredi, che, con licenza de’ Superiori, ne riscuotevano il pedaggio, detto appunto “pontatico”.
Nel libro dell’estimo della Comunità di Taleggio -1663- conservato nel Municipio, figurano un Bernardo, un Santin e altri Senesi con persona, casa et fogo, horto, terra et vache, nella quadra di Peghera.
Pare che questo casato, bandito dall’originaria Toscana all’epoca del conflitto tra Guelfi e Ghibellini, avesse trovato riparo in Valle Taleggio.
Si racconta che talvolta, nell’esazione del tributo, coltello a serramanico e randello sostituissero spicciativamente la rituale procedura ingiuntiva. Occasionalmente, a far pagare il balzello pare ci si mettessero, beninteso per conto proprio, anche i briganti, che con orsi e lupi, infestavano quelle selvose montagne.
Dal ponte, centro di raccolta delle vie interne della valle, era possibile proseguire, come indicava un cippo in pietra murato in uno dei vecchi fabbricati, per Vedeseta, Olda, Sottochiesa e Pizzino, località quest’ultima capotermine della “Ferdinandea”.
E’ da sottolineare che il cippo viario purtroppo è stato indebitamente asportato, togliendo così al visitatore la possibilità di cogliere questo importante aspetto della storia locale.
Della “Ferdinandea” ci giunge notizia sin dal primo quarto di secolo del 1800. Essa era stata resa più agevole dalle opere di miglioria eseguite da Francesco Marioli, “Impresario stradale” – Il quale, il 7 febbraio 1824 – aveva “avanti l’ Imperial Regia Delegazione Provinciale di Bergamo abboccata la costruzione del nuovo tronco di Strada Regia, che da Peghera mette alla Valle dell’Acqua”. Lire austriache 14.430 era stato l’importo del contratto d’appalto: due terzi ” a carico dell’ I.R. Erario e l’altro terzo a carico della Cassa Comunale. In omaggio al sovrano, felicemente regnante pro tempore , alla strada così rimessa a nuovo fu appunto dato il nome di “Ferdinandea”.
Sempre la famiglia dei Senesi impiantò nei pressi del ponte un mulino ed un’osteria. In questa sembra che al cliente schizzinoso, o che avesse da dire sul conto, fosse riservato un trattamento analogo a quello messo in atto per i debitori morosi dal gabelliere e dai suoi coadiuvanti.
Né si può escludersi che esattore e taverniere fossero la medesima persona”.
IL DAZIO DEL PANE
“A metà dell’ottocento i gabellieri sono spariti dal ponte dei Senesi, al loro posto subentra il dazio di consumo forese di prestino e pane” lo ha in sub appalto – toh guarda- ancora un Offredi, la cui gestione però , almeno a sentir la clientela, lascia molto a desiderare.
A norma di legge gli spetta l’esclusiva nella fornitura del pane ai rivenditori di tutta la valle.
Ma i commercianti si lamentano; il fornaio, a sua volta, in un esposto all’Intenditore di Finanza di Bergamo denuncia che – ” essi si provvedono in altri Comuni” senza corrispondere il dovuto dazio e quindi a grave danno del petente”…..Le michette dell’ Offredi, c’è chi ribatte ” oltre ad essere mal cotte e malcondizionate” sono anche dannose alla salute.
Lo ha accertato il medico condotto, che, su mandato dell’Amministrazione, ne ha ” tolte alcune dall’officina del fornajo medesimo” per esaminarle.
Il pane era un genere di lusso per molte famiglie, che l’acquistavano solo quando occorreva ” per pancotto o altro bisogno di malattia” …..il pane , ingiungeva un provvedimento, doveva essere confezionato con ” farina purgata da qualsiasi benché minima quantità di Roggiolo o crusca”….la questione dell’ Offredi si trascinò a lungo e con varie vicissitudini, non escluso l’intervento della gendarmeria….alla fine l’incauto “fornajo” rinunciò al subappalto, dietro, comunque un indennizzo.
Il pane, ora, i valligiani possono acquistarlo direttamente dal Comune, che se ne provvede dal prestinaio ” dei Ponti di Sedrina”, nientemeno!

IL CONVENTO
E da ultimo ancora due spunti, questa volta in diretta dalle osservazioni del Luiselli.
Uno riguarda i ruderi della costruzione situata, per chi giunge da Peghera, poco prima del ponte (delle notevoli dimensioni delle pietre di base di questa abitazione ho accennato all’inizio dell’articolo): l’edifico era abitato da monaci ancora verso gli anni cinquanta del secolo scorso, allorquando un’esplosione ha ridotto in macerie l’abitazione (al momento sembra abbandonata da secoli).
L’atro appunto riguarda il cascinale che si trova sulla sinistra della carrareccia che sale verso Olda, appena superato il ponte e gli imponenti ruderi della casa Offredi, si trattava di una segheria azionata ad acqua, poi trasformata in stalla ed ora apparentemente in disuso.
ATTENZIONE: L'ULTIMO TRATTO DI STRADA CHE SCENDE DA OLDA E' PERCORRIBILE SOLO CON MEZZI 4X4
LA CACHE
Per trovare le coordinate reali dovete indicare nel Certitude i due ausili (così come citati nel testo) utilizzati per riscuotere il dazio.
Puoi convalidare la soluzione del tuo puzzle con
certitude.
DA VERI GEOCACHER, SIATE RISPETTOSI DEI LUOGHI E DEI MANUFATTI