Tra Pincara e Villamarzana, proprio di fronte al fiume Canalbianco, si trova Ca’ Bernarda, piccola e suggestiva frazione della provincia di Rovigo. Questo borgo, immerso nelle terre del Polesine, custodisce un affascinante intreccio di storia, architettura rurale e natura incontaminata.
Origini e storia
Il nome della località deriva dalla nobile famiglia veneta dei Bernardo, proprietari terrieri presenti in zona già dal 1525, quando i fratelli Filippo e Francesco Bernardo acquisirono anche il castello estense di Arquà Polesine. La costruzione della dimora principale di Ca’ Bernarda è antecedente al 1541: si trattava di una corte rurale gentilizia con annesso oratorio dedicato a Sant’Antonio da Padova. La festa del 13 giugno, in onore del Santo, era per secoli l’occasione per una sagra che richiamava famiglie da Arquà, Pincara, Fratta, Frassinelle e Villamarzana.
Nel XVII secolo il complesso si ampliò con la casa padronale, le barchesse, una torre colombara, rustici e fienili. Le prime mappe catastali note risalgono al 1616, quando Giovanni Battista Bernardo risultava proprietario di un “palazzo murato, solarato et cupato con forno, corte et horto, colombara, broilo” e terreni coltivati ad asparagi. Nel 1845, sotto il dominio austriaco, il catasto fu aggiornato, evidenziando modifiche agli edifici rispetto alla planimetria del 1668.

Vita sociale e attività nel tempo
Ca’ Bernarda non fu solo residenza nobiliare, ma anche centro vitale per la comunità. Tra Ottocento e Novecento ospitò rivendite di alimenti, vino, tabacchi e persino chinino contro la malaria. Nomi come Vincenzo Mazzagardi e la famiglia Romanato sono legati alla gestione di questi esercizi fino agli anni ’80. Negli anni ’50 Maria Paparella aprì un negozio di frutta, verdura e dolciumi, chiuso nel 1972. Fino agli anni ’70 la villa fu anche teatro di feste e ricevimenti molto partecipati.
La villa oggi
La villa veneta del Seicento è stata acquistata da privati polesani che ne hanno restaurato l’esterno, salvandola dall’abbandono. All’interno si alternano pezzi di antiquariato e modernariato, in un riuscito connubio tra storia e contemporaneità. Oggi ospita iniziative come “Bernardo Tavola Temporanea” e il progetto “Goostoso”, diventando così anche un laboratorio di sperimentazione culturale e gastronomica.
Natura e turismo esperienziale
Ca’ Bernarda è anche meta di un turismo lento e sostenibile. È possibile pernottare in un alloggio galleggiante sul Canalbianco, capace di ospitare fino a quattro persone (sacco a pelo consigliato), per un’immersione totale nella natura. Qui si possono incontrare ricci, donnole, faine, lepri, rospi, raganelle, uccelli acquatici nidificanti, piccole serpi d’acqua e pesci come le anguille. L’acqua scura ma limpida riflette i canneti, creando scenari di rara bellezza.

Sull’isolotto della frazione si trova una delle più rinomate piste di motocross del Veneto, una presenza insolita ma perfettamente integrata nel paesaggio.
Ca’ Bernarda è un microcosmo del Polesine: un luogo in cui il tempo scorre tra memorie contadine, architettura veneta, iniziative moderne e paesaggi fluviali. Una destinazione da scoprire a passo lento, dove storia e natura si fondono in un’unica, affascinante identità.
La CACHE è situata in un'area molto tranquilla, cercate di non danneggiare l'ambiente e di riporre il contenitore esattamente dove l'avete trovato, senza destare sospetti.