Il Villaggio delle Macine è il più grande insediamento palafitticolo d’Italia, risalente all'Età del Bronzo Medio (XVIII-XV sec. a.C.), situato sulla riva nord del Lago Albano.
Deve il nome al rinvenimento di decine di macine in pietra lavica usate per cereali, testimonianza di un'evoluta economia agricola e di scambi commerciali.

Esteso per circa mezzo ettaro, il sito ha restituito pali lignei, ceramiche e perle preziose in ambra e vetro.
Abbandonato a causa dell’innalzamento delle acque, il villaggio è oggi in gran parte sommerso, ma resta un sito chiave per lo studio delle sfide ambientali preistoriche.
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