Questa è una delle leggende più suggestive dei Castelli Romani, che ammanta di mistero la natura vulcanica del Lago Albano.
La storia narra di un gigante buono che viveva tra i boschi del Monte Cavo.
Egli si innamorò perdutamente di una bellissima ninfa (o, in alcune versioni, di una fanciulla del borgo) che però non poteva ricambiare il suo amore a causa della loro diversa natura.

Sopraffatto dal dolore e dalla solitudine, il gigante si sedette sul ciglio del cratere spento e iniziò a piangere.
Le sue lacrime erano così abbondanti e pure da riempire l'enorme conca vulcanica, creando lo specchio d'acqua che vediamo oggi.
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