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Gratta Traditional Cache

This cache has been archived.

Giulia_Tofana: Ciao vericol,
dopo un mese dal mio log non ho visto modifiche nel listing né ho ricevuto da te comunicazioni in merito, pertanto archivio il cache.

Giulia

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Hidden : 11/22/2008
Difficulty:
1 out of 5
Terrain:
1 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


Evaristo Caroli (1903-1986) detto “Gratta”

Il Comune di Firenze ha dedicato un giardino ed un parco giochi ad Evaristo Caroli, meglio conosciuto come “Gratta”. A Firenze i più giovani non sanno chi fosse e anch’io non mi ricordavo più di lui, ma quando ho letto la notizia sul giornale si è accesa come una lampada nella mia memoria: era una sera calda d’estate, avevo sei anni, la mamma mi disse: “Stasera dopocena si va a vedere Gratta!” vedendo la mia faccia a punto interrogativo, la mamma sorrise e disse: “Gratta non è uno che si gratta, è un pagliaccio, un saltimbanco, fa divertire la gente, fa cose buffe!”. Allora abitavamo nel quartiere di S. Jacopino che a nord era delimitato dal Mugnone, oltre il Mugnone c’era una vasta zona incolta, il tipico prato di periferia, in cui spesso Gratta si fermava col suo carrozzone, ci stava qualche settimana, poi spostava il suo circo in altri quartieri periferici della città, spesso era a Campo di Marte o all’Isolotto, andava anche nei paesi vicini come Scandicci, Sesto Fiorentino, Bagno a Ripoli. La moglie di Gratta era un’eccellente amazzone, entrambi venivano da famiglie di saltimbanchi, avevano ben sei figli cui si aggiungevano amici e parenti facendo una nutrita e simpatica compagnia, il repertorio era il classico repertorio di comicità ed acrobazia, c’erano anche gli animali: tre simpatici cagnolini ammaestrati che erano la felicità dei bambini. A metà rappresentazione qualcuno della compagnia passava con un secchiello tra il pubblico, assiepato su una specie di anfiteatro di legno, per la questua, al che tutti facevano finta di tossire, di cercare il fazzoletto, ma poi alla fine quasi tutti lasciavano volentieri qualcosa, in genere 10 lire. Erano tempi duri per tutti, mi ricordo di una battuta che fece Gratta e che mi fece morire dal ridere, ad un certo punto fece l’atto di entrare nel carrozzone, si voltò verso il pubblico e disse: “Vado a vedere se la mamma ha cotto le mosche!”. Questo la diceva lunga sulla fame e la miseria che c’era nel dopoguerra, ma la gente voleva sorridere e in fondo voleva bene a questa compagnia di guitti che dava loro un po’ di felicità, d’altra parte non c’era la televisione, il cinema costava caro e noi ragazzi giocavamo a campana, facevamo le gare con le biglie e con i tappini di bibite con dentro i pezzetti di carta coi nomi dei calciatori o dei ciclisti. Mi ha fatto piacere che il Comune di Firenze si sia ricordato di lui e anch’io lo ricordo volentieri.
La cache è nascosta dove vidi Gratta per la prima volta, però, come per il Ragazzo della Via Gluck, là dove c’era l’erba ora c’è una città, per la precisione c’è il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci ed un giardino pubblico. La cache è nascosta all'esterno del giardino.

Evaristo Caroli, alias “Gratta” (Scratch)

The Municipality of Florence has dedicated a garden and a playground to Evaristo Caroli, known also as “Gratta” (Scratch). In Florence today the young people don’t know who was he and neither I remembered him, but as I red the item of news on the newspaper a sort of lamp lighted my mind: it was a warm summer evening and mummy told me: “Tonight, after dinner we’ll go to see Gratta”. Looking at me staring questioningly she smiled ad said: “Gratta is not somebody scratching himself, is a clown, an entertaining person, it is fun!”. At that time we lived in the quarter of S. Jacopino, north bounded by the river Mugnone, besides the river there was a wild suburb meadow where Gratta used plant his little circus, remaining there for some weeks, after he went to other suburbs like Campo di Marte or Isolotto, he used also go to the near villages like Scandicci, Sesto Fiorentino, Bagno a Ripoli. Gratta’s wife was an excellent amazon, both came from families of acrobats and they had six sons; friends and relatives were part of the stage, their repertoire was the classic repertoire of jokes and acrobatics, there were the animals too: three funny small trained dogs who were the happines of children. At half of the show a person of the family passed among the audience with a little bucket asking for begging, then many pretended to cough and look for the handkerchief, but at last everyboby gave something, generally 10 lire. They were hard times for everybody, I remember a gag of Gratta that made me bursting out laughing, at a time he nodded to enter the coach and, looking at the audience, said: “I’m going to see if mummy have cooked the flies!”. This was a revelation about the hunger and the poverty of the after-war time, but people wanted to smile and after all loved this company of strolling players who, for a while, gave them the power of smiling, by other hand there was no TV, the cinema was too expensive, we boys played yardgames with the marbles and the caps of the bottles putting inside the name of a footbal or bike player. I’m glad that the Municipality of Florence remembered him, and I too remember him with pleasure.
The cache is hidden where I saw Gratta for the first time, but nowadays there is no more a meadow, there is a school ad a public garden. The cache is hidden outside the garden.

Additional Hints (Decrypt)

Unyyb?

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)