Bioggio - S. Ilario
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La chiesa-oratorio di Sant'Ilario a Bioggio, su una collina
dominante il villaggio, è un'aula rettangolare del secolo XVI con
coro inglobante la parte mediana dell'abside romanica primitiva.
Nel 1987 le indagini archeologiche ne hanno documentata l'origine
altomedievale, suffragata dalla dedicazione al Santo venerato dai
Franchi; ad un primo edificio ligneo dell'VIII secolo seguì nel IX
secolo un edificio in muratura, con rialzamento dell'altare nel
secolo XII e successivo ingrandimento nel XIV secolo Alla metà del
Cinquecento l'edificio già aveva l'aspetto attuale, dopo il 1550
furono aggiunti la sagrestia e un piccolo locale. Fra il 1665 e il
1680 venne trasformato in stile barocco con nuove volte, la
Cappella Staffieri e l'elegante portico antistante la facciata.
Restauri negli anni 1986-1989.
All'interno l'altare maggiore in stucco presenta quattro colonne
tortili sorreggenti una ricca trabeazione sovrastata da un timpano
ad arco entro cui troneggia Dio Padre circonfuso di putti; il
centro della mostra reca la pala raffigurante la Madonna col
Bambino, in gloria, adorata da Sant'Ilario e San Sebastiano; le
statue coeve di Sant'Ilario e San Martino di Tours stanno di fianco
all'altare. Sotto la mensa: elegante paliotto in scagliola con
decorazione floreale, opera del 1998-1999 di Gianni Loreto. A
sinistra si stacca la cappella della Madonna (o di Sant'Anna), di
giuspatronato della famiglia Staffieri, ornata con stucchi del 1680
e affrescata con la Madonna col Bambino della fine del Cinquecento,
ridipinta.
Sulle pareti del presbiterio due grandi oli su tela a doppio
soggetto in cornice a stucco: a sinistra San Liborio, vescovo di Le
Mans e San Lupo, vescovo di Sens; a destra San Massimino, vescovo
di Treviri e Sant'Elena, quest'ultimi entrambi ascritti alla
bottega di Giuseppe Antonio Petrini di Carona. Altri due affreschi
alle pareti raffigurano una seicentesca Adorazione dei Magi e una
Crocifissione con l'iscrizione del committente, del 1564 cui nel
Seicento furono aggiunti la Vergine, i putti e il paesaggio. Fonte:
Wikipedia
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Finsteraarhorn
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