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gnosca - san giovanni battista

A cache by dis19 Send Message to Owner Message this owner
Hidden : 11/04/2009
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   other (other)

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Geocache Description:


dis19

una chiesa sconsacrata nel bel mezzo di gnosca.


a decosencrated church in the middle of gnosca.
 
   
italiano
 

intro

la chiesa di san giovanni battista -o meglio quel che di essa rimane- si trova nel nucleo di gnosca, a sud dell’abitato, a fianco della strada che attraversa il villaggio. la storia di questo edificio è complessa: sorto nella prima metà del XII secolo, fu a lungo al centro di dispute tra como, di rito romano, e il capitolo della chiesa di milano, di rito ambrosiano.

la prima citazione di san giovanni si trova in un documento del 1202, che ne stabilisce l’appartenenza a como. si sa che l’altra chiesa di gnosca, dedicata a san pietro martire, apparteneva invece alla diocesi di milano. le contese perduravano, e nonostante gli interventi pacificatori dell’arcivescovo carlo borromeo del 1583, continuarono fino alla fine del settecento. nel 1783 il vescovo di como per mettere fine alle controversie, dovute alla diversità dei riti ma anche probabilmente a questioni economiche, ordinò la sconsacrazione della chiesa di san giovanni.

il documento del 1202 attesta che la sua consacrazione era avvenuta una settantina d’anni prima, dunque nei primi decenni del XII secolo. si trattava di una semplice chiesetta romanica volta a oriente, costituita da una navata e da un’abside semicircolare. tra la fine del XV secolo e la prima metà del XVI, la chiesa fu ingrandita: si prolungò la navata dopo aver demolito la parete a nord e si costruì una nuova abside, ruotando l’orientamento di 90°. il campanile fu edificato nel 1627, qualche decennio più tardi fu eretta la sagrestia.

in seguito all’ordine di sconsacrazione furono tolti gli arredi sacri, l’altare, il fonte battesimale e il tetto. negli anni che seguirono, il tempo, i vandalismi, la facilità con cui si potevano asportare utilissime pietre resero l’ex chiesa un ammasso di ruderi. lo studioso rahn ne eseguì il rilievo nel 1872. san giovanni fu oggetto di nuovo interesse e s’iniziò a studiarne i documenti, ma nel 1923 i ruderi furono messi all’asta e acquistati da una famiglia del luogo, che più tardi ne fece un fienile. lo storico emilio motta nel 1928 propose di inserire san giovanni nell’elenco dei beni protetti, con esito negativo. la proposta fu riformulata da virgilio gilardoni nel 1955 e questa volta fu accettata. negli anni sessanta i ruderi furono acquistati dal comune di gnosca. dopo un primo progetto non concretizzato, il recupero fu affidato agli architetti tita carloni e angelo martella (1992-93).

l’intervento di ristrutturazione e di consolidamento non voleva restituire alla chiesa la sua antica funzione religiosa, ma metterne in luce la forma e lo spazio, reso accessibile e aperto a possibili fruizioni alternative. dopo i necessari lavori di pulizia e sgombero (rovi e sterpaglie si erano infiltrati tra le macerie), si è provveduto al consolidamento e successivamente all’integrazione di alcune parti mancanti. la scelta è caduta su materiale contemporaneo (blocchetti di cemento), che non imita la pietra ma instaura con le antiche mura un buon rapporto, sia per il colore sia per l’aspetto. il pavimento, molto rovinato, è stato rifatto con mattoni di cemento; pure l’abside ha beneficiato di una copertura protettiva in cemento. gli interventi sono stati evidenziati, così che la parte antica e quella contemporanea sono facilmente distinguibili.

il lavoro di recupero, improntato a un grande rispetto per il monumento stesso, ha restituito a san giovanni battista il suo valore e la sua funzione simbolica. negli ultimi anni il monumento è diventato un qualificato e affascinante spazio espositivo.

il cache

il cache è nascosto all'esterno della chiesa. dopo esservi loggati, per favore rimettete il cache esattamente dove l'avete trovato. grazie!

altre info

1.

gnosca è raggiungibile con i mezzi pubblici da bellinzona.

2. con un po’ di fortuna, potete parcheggiare l’auto nei pressi della chiesa.

buona fortuna e… buon divertimento!


english

italiano

intro

the church of san giovanni battista, or at least what is left of it, is located in the middle of the village of gnosca, to the south of the residential area, next to the road which cuts through the village. its complex history starts from the time it was built in the first half of the 12th century; for years it was fought over by como (romanesque liturgy) and milan (ambrosian liturgy).

san giovanni is first mentioned in a 1202 document affirming that it belongs to como. it is known that, at the time, the other church of gnosca, dedicated to saint peter martyr, was part of the diocese of milan. the contention persisted right up until the end of the 18th century, despite reconciliatory intervention by the archbishop carlo borromeo in 1583. in 1783 the bishop of como decided to put an end to this controversy over the different liturgies by ordering the deconsecration of the church of san giovanni. he may also have had economic reasons for his decision.

the document drawn up in 1202 affirms that the church had been consecrated some 70 years earlier during the first decades of the 12th century. it was a simple romanesque church, facing east, consisting of a nave and a semicircular apse. between the end of the 15th century and the first half of 16th the church was enlarged; the nave was extended after the demolition of the north wall, and a new apse was built changing the orientation of the church by 90 degrees. the bell tower was built in 1627, the sacristy several decades later.

during the deconsecration the vestments, altar cloths and holy vessels, as well as the baptismal font, the altar and the roof were all removed. in the years that followed the weather, vandals, and the ease with which useful stones could be removed reduced the ex-church to a mass of ruins. after the survey made by the scholar rahn in 1872, there was a renewal of interest in the site, and relative documents were researched, but in 1923 the ruins were auctioned and bought by a local family who later turned it into a hayloft. the historian emilio motta proposed that the ruins be included in the catalogue of protected properties but without success. the proposal was renewed by virgilio gilardoni in 1955 and this time it was accepted. in the ‘60s the ruins were bought by the town council of gnosca. the first restoration project never materialised, but the second was entrusted to the architects tita carloni and angelo martella and carried out between 1992 and 1993.

the plan of the architects for restructuring the church was never intended to restore it to its original religious function, but rather to enhance the form and space, making it accessible to a variety of alternative uses. once the area had been cleared and tidied (brambles and brushwood had invaded the site and taken possession of the ruins) the remaining masonry was reinforced and then some of the missing parts were reconstructed. modern materials were chosen (blocks of concrete) which don’t imitate stone but harmonise with it both in colour and appearance. the flooring, which was badly ruined, has been re-laid in concrete blocks: even the apse has been protected with a layer of cement. the work has been carried out in such a way as to underline the differences between the old and the new.

the entire project was executed with great respect, and has restored dignity and new symbolic purpose to san giovanni. over the last few years it has developed into a fascinating and functional exhibition area.

the cache

the cache is hidden outside the church. after logging, please put the cache back exactly where you found it. thanks!

more infos

1.

gnosca can be reached by bus from bellinzona.

2. if you are lucky, you can park the car close to the church.

good luck and… have fun!


 
ftf 8.11.09 - BelTicino

Additional Hints (No hints available.)



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