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Il Santuario di Scaldaferro - MS#04 Traditional Cache

Hidden : 3/8/2010
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:

IL SANTUARIO DI SCALDAFERRO

Il Santuario, dedicato alla Madonna Salute degli Infermi, sorge in aperta campagna, entro l’antica corte Benedettina chiamata "Fonzase" (dal latino "fondere") e poi Scaldaferro, toponimi che segnalano la presenza di una fucina, dove si lavoravano, già dal sec. X, gli utensili necessari ai castelli delle terre circostanti.

La tradizione fa risalire all’agosto del 1665, nel periodo delle pesti e del colera, la data in cui sul muro esterno della fattoria dominicale della famiglia veneziana Mocenigo apparve notte-tempo, "prodigiosamente" dipinta da mano misteriosa, l'immagine della Vergine Maria "emanante raggi di luce". Vestita come “Infermiera Celeste” con il grembiule viola che copre il manto di Regina, sembra dire: "io sono la Madre e l’infermiera che cura i vostri mali”.

Riconosciuta dalla devozione popolare la ‘matrice divina’, molti fedeli accorsero a pregare la Vergine invocandone la protezione e particolari grazie per gli ammalati. Ben presto, spontaneamente, iniziarono le processioni devozionali dei fedeli provenienti dai paesi circostanti.

L'Immagine Sacra viene a trovarsi in un luogo impervio e difficile, tra i rovi di fronte ad una immensa "buca" di acqua stagnante che costituiva la parte terminale di una fuoriuscita del fiume Brenta. Nonostante l’insalubrità del luogo, venne subito eretto un capitello e un sacello con altare.

Un po' alla volta venne riempita la grande buca di acqua per fare spazio alle devozioni, passando dal capitello (1665) al Sacro recinto del coro (1715). Nell’anno 1698 Paolina Mocenigo Malipiero sposò il Conte Girolamo Venier portando in dote i possedimenti di Scaldaferro: questa famiglia di sincera devozione mariana, nel 1715 fece costruire un tempietto ottagonale, decorato a stucco, con altare dedicato alla Vergine. Sulle quattro colonne del precedente sacello, fece elevare il campanile.

Nell’anno 1756 giunse a Scaldaferro, in qualità di custode, Gian Maria Violin un eremita francescano, che dimorò in una capanna povera attigua al luogo Sacro, sotto il cui influsso fu incoronata l’immagine della Vergine.
Nel 1760 avvenne il grande miracolo della cieca, seguito dal muto di Grantorto. Nel 1909 strepitosa (ma tenuta segreta) guarigione di Don Elia Dalla Costa, parroco di Pozzoleone, futuro Vescovo di Padova, Arcivescovo di Firenze, Cardinale di Santa Romana Chiesa. Questo illustre beneficato sarà il benemerito sostenitore del Santuario nei momenti difficili del secolo scorso.
Nel 1910 i conti De Bordeaux, raffigurati nei due medaglioni sulla facciata dell’edificio sacro, diedero in donazione la chiesa di Scaldaferro alla parrocchia di Pozzoleone.
Tra il 1910 e il 1923, in seguito all'aumentare dei pellegrinaggi dovuti alla fama dei miracoli ottenuti, la chiesa venne ampliata. Nel 1954 nascerà intorno al Santuario la nuova parrocchia di Scaldaferro e il parroco, pro tempore, assumerà anche il titolo di rettore del Santuario stesso. Successivamente il Santuario verrà dotato di un ulteriore spazio sacro, ricavato con il restauro dell’ex-stalla: il porticale che ospita oggi le grandi cerimonie, realizzato recuperando un muro della vecchia chiesa. La parete fu ripulita dall’intonaco, in modo da far vedere la “carne” dello storico muro e realizzato un magnifico mosaico.
Attualmente la chiesa è officiata da una Comunità Marianista, chiamata a reggere il santuario dal vescovo di Vicenza nel 1993.

La comunità di Scaldaferro offre ogni anno il proprio lavoro per l’allestimento di un presepio straordinario, premiato anche come migliore PRESEPIO BIBLICO del mondo. Inaugurato nel 1971 dal suo grande promotore, don Giulio Dall’Olmo, s’ispira fedelmente al Libro Sacro della Bibbia, riproducendo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme, assieme alle località e agli avvenimenti della Palestina.

L’AFFRESCO

L'ultimo restauro dell’affresco compiuto nel 1984 ne ha messo in luce la complessa vicenda artistica, dal momento che sono state scoperte, strato dopo strato, almeno cinque differenti figurazioni della Vergine. Tali trasformazioni si resero necessarie per l'effettiva salvaguardia dell'opera. All’inizio era esposta alle intemperie e solo dal 1715 fu inserita nel tempietto ottagonale.
In origine la Madonna era raffigurata a mezzo busto e frontalmente; un velo scendeva dal capo e si poggiava sulla veste che presentava uno scollo rotondo. La Sacra immagine della Madonna aveva ricami geometrici arricchiti da un monile centrale e da sei pendagli. Sopra questa veste era una sorta di grembiule dall'orlo ricamato, dal quale usciva uno scettro. È probabilmente originale anche la cornice rettangolare dipinta attorno all'immagine della Vergine
Tra la seconda metà del '700 e l'inizio dell' '800, vennero aggiunte ai lati della Madonna le figure di S. Antonio da Padova con giglio e libro, sulla sinistra, e S. Francesco d'Assisi con croce e libro, a destra, su di un paesaggio "trasparente" con profili di montagne (sullo sfondo). Ai due Santi, nominati compatroni della parrocchia, furono dedicate, assieme alle Vergine, le campane del campanile adiacente alla chiesa. Sembra si possa ascrivere allo stesso periodo l'incoronazione della Vergine con un diadema in metallo, lavorato artisticamente da un artigiano locale, la cui decorazione era impreziosita di pietre dure, perle, e quattro stelle d'oro.

Additional Hints (Decrypt)

zntargvpn

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)