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Negli anni cinquanta la velocità delle auto da competizione
diventò sempre più elevata. Per permettere gare spettacolari si
progettarono circuiti con curve sopraelevate che
possono essere percorse ad una velocità molto alta. Il più famoso è
quello di Indianapolis. Da queste esperienze nasce il
progetto di modificare l’anello di velocità già esistente
dell’Autodromo di Monza, aggiungendo le curve sopraelevate.
Progetto finanziato dalla Provincia di Milano e realizzato in pochi
mesi: i lavori furono completati nel 1955.
Ma appena l’anello venne utilizzato per le prima gare, ci si
accorse che si era commesso un enorme errore. Già nel
Gran Premio del 1956 le vibrazioni a cui le auto vennero sottoposte
nelle curve sopraelevate causarono numerosi ritiri, tra cui
quello del noto pilota Fangio, per problemi alle sospensioni, allo
sterzo, perfino al motore.
Dal 1957 al 1959 il Gran Premio si svolse sul circuito stradale,
abbandonando l’anello di alta velocità perché cedimenti del
terreno avevano sconnesso la pavimentazione delle curve
sopraelevate.
Nel Gran Premio del 1961, che utilizzò ancora le sopraelevate, la
Ferrari di Von Trips uscì di strada causando la
morte del pilota e di 15 spettatori. Le cause dell’incidente
non furono accertate, ma non si può escludere che le vibrazioni
delle sopraelevate abbiano fatto saltare le sospensioni o lo sterzo
dell’auto, causando la sua uscita di strada.
Di nuovo, nel Gran Premio del 1963 tutti i piloti si rifiutarono di
correre sull’anello di velocità. La stampa inglese titolò:
“Bandito il muro della morte” e “Bandita la pista
più impopolare d’Europa”. Da allora, dopo essere stati
utilizzati per soli quattro Gran Premi (1955, 1956, 1960 e 1961)
l’anello di velocità e le curve sopraelevate vennero
abbandonate per questo genere di gare (fonte: “Il leggendario
Gran Premio d’Italia”, a cura di Paolo Montagna, A. C.
Promotion Milano 1989). Vi si svolsero solo alcune gare della Mille
chilometri fino al 1969. In seguito l’evoluzione delle
tecnologie automobilistiche resero definitivamente
obsolete le curve.
La cache
si trova nel parco di Monza ed è accessibile solo a
piedi o in bicicletta.
La zona potrebbe non potrebbe essere accessibile nei 2
weekend in cui si svolgono il gran premio di
Formula
1
(2° weekend di settembre) e
la gara di superbike (fine aprile) |
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In
the fifties the speed of racing cars became increasingly high.
Races are planned to allow spectacular circuit with banked curves
that can be traveled on at a very high speed. The most famous is
that of Indianapolis. This experience has led the project to change
the speed loop existing Autodromo di Monza, adding the banked
curves. Project funded by the Province of Milan and carried out in
a few months the work was completed in 1955.
But as soon as the ring was used for the first race, it was
realized that he had made a huge mistake. Already in
1956 the Grand Prix of vibration to which the cars were subjected
to a steep banking caused numerous retirements, including that of
the famous driver Fangio, for problems with the suspension,
steering, even the engine.
The cache is located in the park of Monza and is
accessible only on foot or by
bicycle. The
area could not be accessed during the Grand
Prix Formula 1 and
the SuperBike race. |
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