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E con questo fanno 100!... Multi-Cache

Hidden : 9/25/2011
Difficulty:
2 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size:   large (large)

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Geocache Description:


Il nucleo abbandonato della Prèsa e la Val Bavona volgono di sicuro la lunga trasferta!

Die verlassene Siedlung von Prèsa und die Val Bavona sind die lange Anreise bestimmt wert!
 

 Italiano

1. Introduzione

Numerose sono le costruzioni restaurate visibili in Valmaggia a testimonianza della civiltà rurale del passato. In pochi casi è però possibile immergersi completamente in un paesaggio caratterizzato da tracce di storia antica e privo di segni di modernità.
Il pregio del nucleo della Prèsa, con le sue case, gli “splüi”, la cappella, i diroccati e i sedimi, risiede nella forza di evocare nel visitatore sensazioni particolari e di riportarlo indietro nel tempo, quando alla Prèsa l’uomo viveva costantemente in lotta con la natura e, sostenuto da una profonda devozione religiosa, cercava di sfruttarne umilmente tutte le risorse.

Prèsa: cenni storici

Il primo insediamento permanente alla Prèsa dovrebbe risalire al XIII secolo. A questo periodo appartengono infatti due travi, datate secondo il metodo della dendrocronologia, ritrovate in una casa a torre.
Nel 1515 vi fu la costruzione della cappella e nel 1524 l’esecuzione degli affreschi, mentre l’edificazione delle case a torre risalgono al periodo tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo.
Nel XVIII secolo è avvenuto il probabile abbandono invernale della frazione. Da questo momento il nucleo è diventato una stazione primaverile e autunnale della transumanza. Nonostante il cambiamento di funzione, la popolazione ha continuato ad occuparsi della gestione dei terreni agricoli e della manutenzione degli stabili. Abbiamo ad esempio testimonianze degli interventi realizzati durante la prima metà dell’800, quando si è reso necessario il rifacimento del tetto di due dimore.
Attorno al 1960 l’attività agricola è stata completamente abbandonata, così come il nucleo, valorizzato a partire dal 2000 grazie alla diffusione di un nuovo interesse storico-culturale.

La cappella e il campanile

La cappella, dedicata alla Madonna, fu costruita all’estremità della “caraa” che attraversava il nucleo. Secondo l’esame dendrocronologico, le travi del tetto risalgono agli anni 1513-15. Gli affreschi sono stati realizzati da un pittore lombardo nel <<ANO MCCCCCXXIII ADI XXII DEL MEXE DE IULIO>>, come figurava fino a qualche anno fa sopra la Crocifissione. Si tratta quindi di dipinti tra i più antichi conservati in Valmaggia, monumenti di interesse cantonale fin dal 1938.
Addosso al muro centrale della cappella vi era un tempo un altarino che serviva per la celebrazione della messa. Una testimonianza preziosa quindi di com’erano i primi edifici sacri costruiti nelle varie frazioni abitate permanentemente.
La cappella era dotata di un lungo portico, di datazione incerta, ripetutamente danneggiato a partire dal 1930. Un primo danno documentato si è verificato nel 1945, quando un vecchio castagno è crollato sul tetto mentre nel settembre del 1975 lo straripamento del riale ha distrutto completamente la parte del portico rimasto.
Negli ultimi tre decenni la cappella è stata alluvionata in quattro occasioni, finché nel 1996 si è deciso di procedere alla stacco degli affreschi, ora esposti nell’oratorio di San Carlo.
Il campanile, di origine medioevale, miracolosamente sopravissuto alle continue insidie naturali, è certamente più antico rispetto alla cappella. Le travi inserite all’interno della parte inferiore risalgono infatti al 1345 e al 1412. È certo che fu sopraelevato nel 1638; questa data è infatti incisa all’altezza della cella campanaria.

Le case a torre

Questo tipo di edificio arcaico era composto da tre o più locali a pianta quadrata o rettangolare sovrapposti in verticale. La presenza di almeno tre locali offriva la possibilità di differenziare le funzioni.
Ogni locale era accessibile solamente dall'esterno mediante scale oppure sfruttando la pendenza del terreno. La sovrapposizione dei locali offriva alcuni vantaggi: innanzitutto consentiva di risparmiare prezioso terreno; permetteva inoltre di limitare le dimensioni del tetto e favoriva la distribuzione del calore verso l'alto. Questi vantaggi erano particolarmente interessanti in una zona dove la superficie coltivabile era scarsa, dove il tipo di roccia non si prestava particolarmente alla preparazione delle piode e dove, a causa dell'altitudine, gli inverni erano particolarmente lunghi e freddi.
All'esterno, le due case a torre presentano i buchi in cui erano fissati i ponteggi per l'edificazione. Le altre aperture fungevano da finestre o consentivano la fuoruscita del fumo. In entrambe le abitazioni sono visibili i focolari a parete, le cui canne fumarie sono stranamente prive di sbocco. Dal soffitto a volta delle cantine sporgono quattro mensole inclinate che servivano verosimilmente da supporto per le stanghe su cui appendere i prodotti da conservare al fresco.

2. A proposito del cache

Questo multi ti porta alla locazione finale attraverso il ritrovamento di un solo punto intermedio: il percorso è fattibile in meno di mezz'ora. La ricezione in zona è un po' difficoltosa, ma con gli hints e le foto spoiler non dovrebbero esserci problemi.

Punto 1:    N 46º 24.735     E 008º 31.447

  • Vi troverai: le coordinate finali, una foto spoiler e il numero per aprire il lucchetto del cache.

Cache

  • Difficoltà del terreno degli ultimi 2 metri: 3.5.
  • Una pila può essere molto utile, se non indispensabile!
  • Si sconsigliano i vestiti della festa!
  • Nel cache c'è il codice di un GC da registrare quale premio per il ritrovamento.
  • Per favore barattate onestamente! C'è posto anche per grandi oggetti.
  • E per finire un desiderio: p.f. riposizionate il cache con l'etichetta verde rivolta verso l'alto. Grazie!

3. Informazioni supplementari-

  • San Carlo è facilmente raggiungibile con mezzi pubblici da Bignasco.
  • Le informazioni introduttive sono state tratte dall'opuscolo "La Prèsa, il nucleo abbandonato" edito dall'Associazione per la protezione del patrimonio artistico e architettonico di Valmaggia (APAV).
  • Presso la seconda casa torre (WP1) è possibile visitare un'esposizione didattica permanente.-Qui si può anche acquistare l'opuscolo summenzionato (Fr. 5.--).
  • Le case torri sono liberamente visitabili: si raccomanda il massimo rispetto per queste antiche testimonianze!
  • Risalendo il sentiero dopo il cache si arriva, in un paio di minuti, ai resti della fornace.
  • Qui puoi saperne di più sulla Val Bavona.

Auguriamo a tutti una interessante scoperta storica e buona fortuna nella ricerca!


Deutsch

1. Einleitung

Im Maggiatal befinden sich zahlreiche restaurierte Bauwerke, die Zeugnis ablegen von der ländlich geprägten Gesellschaft der Vergangenheit. In manchen Fällen sind aber auch Landschaften anzutreffen, die ganz von Spuren der Antike geprägt sind und keinerlei Hinweise der Moderne aufweisen. Das Besondere an der Ortschaft Prèsa mit ihren Häusern, den felsenunterbauten „Splüi“, der Kapelle und den verfallenen Gebäuden beruht auf der Kraft, beim Besucher ganz spezielle Emotionen zu wecken und ihn in eine Zeit zurück zu versetzen, als das Leben in Prèsa ein permanenter Kampf gegen die Naturgewalten war und die Menschen versuchten, getragen von einer tiefen Religiosität, der Natur ihre bescheidenen Ressourcen abzutrotzen.

Prèsa: Spuren der Vergangenheit

Die erste permanente Siedlung in Prèsa geht auf das 13. Jahrhundert zurück. In jene Zeit werden nämlich zwei Balken eingeordnet, die mit Hilfe der Dendrochronologie datiert wurden. Diese Balken wurden in einem Turmhaus entdeckt, wo sie offensichtlich bei einem Umbau im 16. Jahrhundert wiederverwendet worden waren. 1515 wurde die Kapelle errichtet und 1524 entstanden die Fresken.
Der Bau der Turmhäuser wird auf die Zeit zwischen dem Ende des 16. Jahrhunderts und Beginn des 17. Jahrhunderts. Ab dem 18. Jahrhundert wurde die Ansiedlung im Winter wahrscheinlich verlassen und nur beim Weidewechsel als Frühjahrs- und Herbststation genutzt.
Trotz der veränderten Nutzung, unterhielt die Bevölkerung auch weiterhin die Ackerflächen und sorgte für die Instandhaltung der Gebäude. So finden sich Hinweise für Reparaturen in der ersten Hälfte des 19. Jahrhunderts, als eine Erneuerung der Dächer von zwei Wohnstätten erforderlich wurde.
Um 1960 wurde die landwirtschaftlichen Aktivitäten vollständig eingestellt und die Ansiedlung aufgegeben, aber im Jahr 2000 dank des neu erwachten geschichtlich-kulturellen Interesses neu entdeckt.

Die Kapelle und der Glockenturm

Die der Gottesmutter geweihte Kapelle wurde am Ende der “Caraa” (Fuhrweg) erbaut, die die Ansiedlung durchquert. Den dendrochronologischen Untersuchungen zufolge datieren die beiden Deckenbalken aus den Jahren 1513/1515. Die Fresken wurden von einem lombardischen Künstler im Jahr <<ANO MCCCCCXXIIII ADI XXII DEL MEXE DE IULI>> gemalt, wie bis vor einigen Jahren über dem Kruzifix zu lesen war. Diese Malereien gehören somit zu den ältesten, die im Maggiatal noch erhalten sind und wurden 1938 in das Inventar des kantonalen Kulturerbes aufgenommen. An der Zentralmauer der Kapelle stand früher ein kleiner Altar, der bei Gottesdiensten genutzt wurde. Diese Kapelle ist somit ein wichtiges Zeugnis dafür, wie die ersten sakralen Gebäude aussahen, die in den verschiedenen permanent bewohnten Ansiedlungen gebaut wurden.
Die Kapelle verfügte über einen langen Portikus, dessen Entstehungszeit ungewiss ist und der nach 1930 immer wieder beschädigt wurde. Erstmals wurde ein Schaden im Jahr 1945 dokumentiert, als ein alter Kastanienbaum auf das Dach stürzte, und im September 1975 wurde der restliche Portikus vollständig zerstört, als der Gebirgsbach über die Ufer trat.
In den letzten drei Jahrzenten wurde die Kapelle insgesamt vier Mal überflutet, bis 1996 entschieden wurde, die Fresken abzulösen und im Oratorium von San Carlo auszustelle,
Der Glockenturm aus dem Mittelalter hat der andauernden Einwirkung der Naturgewalten auf wundersame Weise getrotzt und ist zweifellos älter als die Kapelle. Die Balken im unteren Teil gehen auf die Jahre 1345 und 1412 zurück. Es gilt als gesichert, dass der Glockenturm im Jahr 1638 aufgestockt wurde. Dieses Datum ist in Höhe des Glockengeschosses eingemeisselt.

Die Turmhäuser

Dieser archaische Gebäudetyp bestand aus drei oder mehr Räumen mit quadratischer oder rechteckiger Grundfläche, die übereinander angeordnet waren. Bei mindestens drei Räumen bestand die Möglichkeit, den einzelnen Zimmern unterschiedliche Funktionen zuzuordnen.
Jeder Raum war ausschliesslich von aussen über eine Treppe oder durch Ausnutzung der Geländeneigung zugänglich. Die Anordnung der Räume übereinander bot verschiedene Vorteile. Vor allem gestattete es einen sparsamen Umgang mit den wertvollen Grundstücken. Ausserdem war es so möglich, die Dachflächen relativ klein zu halten und es erlaubte eine günstige Wärmeverteilung nach oben. Diese Vorteile waren insbesondere in einem Gebiet von Interesse, in dem die landwirtschaftliche nutzbaren Flächen begrenzt waren, wo sich der Fels nicht sehr gut zur Herstellung von Steinplatten eignete und wo die Winter wegen der Höhe besonders lang und kalt waren.
Aussen an den beiden Wohntürmen sind die Löcher zu erkennen, in denen die Baugerüste verankert wurden. Die anderen Öffnungen dienten als Fenster oder Rauchabzüge. In beiden Häusern sind die Kaminöfen zu sehen, deren Rauchabzüge merkwürdigerweise keinen Ausgang aufweisen.
Aus der Gewölbedecke der Keller treten vier geneigte Konsolen hervor, die wahrscheinlich als Auflage für die Stangen dienten, an denen die Lebensmittel aufgehängt wurden, die gekühlt aufbewahrt werden mussten.

2. Zum Cache

Dieser Multi, in etwa 30 Minuten machbar, führt dich über eine einzige Station zum Final. Der Empfang ist leider nicht sehr gut, aber mit den Hints und Spoilerbildern sollte es unproblematisch sein.

Step 1:    N 46º 24.735     E 008º 31.447

  • Hier wirst Du folgendes finden: die Endkoordinaten, ein Spoilerbild und die Zahl, die Du brauchst um das Schloss des Caches zu öffnen.

Cache

  • Terrain-Schwierigkeitsgrad der letzten 2 Meter: 3.5.
  • Eine Taschenlampe kann sehr hilfsreich sein, wenn nicht sogar unerlässlich!
  • Von Sonntagskleidern raten wir ab!
  • Im Cache befindet sich der Code eines GC's zum discoveren als Belohnung für den Found.
  • Bitte tauscht ehrlich! Es hat auch Platz für grössere Gegenstände.
  • Und zum Schluss noch eine Bitte: Stellt den Cache mit der grüne Etikette nach oben gerichtet zurück. Danke!

3. Zusätzliche Informationen-

  • San Carlo ist mit öffentlichen Verkehrsmitteln ab Bignasco gut erreichbar.
  • Die Einführung stammt aus der Broschüre "La Prèsa, die verlassene Siedlung" herausgegeben durch die Associazione per la protezione del patrimonio artistico e architettonico di Valmaggia (APAV).
  • Beim zweiten Turmhaus (WP1) kann man eine permanente Lehrausstellung besuchen, wo man auch die obgenannte Broschüre kaufen kann (Fr. 5.--).
  • Die Turmhäuser sind frei zugänglich: respektiert bitte diese alte Gebäude!
  • Wenn man beim Cache den Pfad weiter verfolgt erreicht man in ein paar Minuten die Überresten eines Kalkofens.
  • Hier kann man mehr über die Val Bavona erfahren.

Wir wünschen allen eine interessante historische Entdeckung und viel Glück beim Suchen!

FTF, 26.09.11, dis19 & w.jack


Additional Hints (Decrypt)

[ITA] Chagb 1: fbggb fnffv n qrfgen qryyn "tenqvangn" va fnffb. Pnpur: qverggnzragr n fvavfgen qry fragvreb qbcb oerir "fpnyvangn". [DEU] Fgrc 1: Hagre Fgrvar erpugf iba qre "Fgrvagerccr". Pnpur: Qverxg yvaxf qrf Csnqf anpu xhemrz "Gerccranhsfgvrt".

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)