Sarns
Sarns war schon im Mittelalter wegen seiner hochwasser-sicheren Lage rund vierzig Meter über dem Talgrund die bevorzugte Wohngegend des Adels, davon zeugen die Schlösser Ratzötz und Pallaus sowie die Ansitze Sarnfeld und Kampan. Der Glanz vergangener Zeiten ist heute etwas verblasst und im Gegensatz zum benachbarten Milland hat sich Sarns, bis auf die Mitte der 80er Jahre entstandenen Wohnbauten, nur wenig entwickelt. Etwas Leben kam erst mit den zehn jungen Familien der Sebastian-Siedlung ins Dorf; in den letzten Jahren wurden am Südrand des Dorfes weitere fünf Wohnungen gebaut. Der einzige Gemischtwarenladen schloss 1992, drei Jahre später folgte der Gasthof „Günthart“. Heute ist die Bar „Flora“ das einzige Gastlokal in Sarns. Von 1958 bis März 2000 hatte die Haushaltungsschule „Bühlerhof“ ihren Sitz in Sarns. Einziger Handwerksbetrieb im Dorf war bis Anfang der 80er Jahre der Schmied im Oberdorf. Ein Eigenleben führt in gewisser Hinsicht das Bildungshaus St. Georg mit seinem ganzjährigen Kursangebot. Die hohen Mauern, die das Haus umgeben, schirmen den Betrieb auch von der Dorfgemeinschaft etwas ab. Das Haus wird erstmalig im 12. Jh. als Teil eines fürstbischöflichen Meierhofes erwähnt, der im 16. Jahrhundert zu einem Ansitz umgebaut wurde; Fürstbischof Künigl (1702–1747) ließ ihn vergrößern und zu seinem Sommersitz umbauen.
Schloss Pallaus
Bis Mitte der 1990er Jahre glich Pallaus einem verwunschenen Schloss, dem hinter verwilderten Sträuchern und vier riesigen Mammutbäumen der Verfall drohte. Im Frühjahr 1993 kaufte ein Ehepaar aus Bruneck das Schloss und restaurierten es vorbildlich. Die Ursprünge von Pallaus gehen auf das Jahr 1497 zurück. Damals erhob Kaiser Maximilian I. den Domherrn Nikolaus Pallauser und seinen Bruder Hans in den Adelsstand und erlaubte ihnen, auf dem Hügel oberhalb von Kampan einen Ansitz zu errichten. In der „Brixner Feuernacht“ (6. Dezember 1809) blieb das Schloss vor der Zerstörung verschont, weil der französische Generalstab auf Pallaus Quartier bezogen hatte, während das nahe gelegene Schloss Ratzötz niedergebrannt wurde. Das Schloss blieb im Besitz der Pallauser, die es 1824 dem Bauern Andreas Gasser verkauften, von ihm übernahm es 1861 Freiherr Karl von Unterrichter samt dem darunter liegenden Ansitz Kampan. Von 1875 bis 1926 war es im Besitz der Amerikanerin Elisabeth Ward Schönberg, ihr Mann Ernst Baron Schönberg-Roth-Schönberg, erneuerte die Räume und legte den Park mit den stattlichen Mammutbäumen an. Wahrscheinlich wurden bei diesen Umbauarbeiten auch die reformatorischen Schriften entdeckt, die Romanus Pallauser und sein Bruder Liebhart 1554 erworben und hinter einer Wandtäfelung vor der damals übermächtigen katholischen Kirche versteckt hatten. Sie befinden sich heute im Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum in Innsbruck. Im Jahr 1926 erwarb der Senator Graf Alessandro Dudan das Schloss; seine Erben besaßen es bis 1995. Ein Gewinn für Sarns ist auch der gute Kontakt, den die neuen Schlossbesitzer mit den Sarnsern pflegen und ihr Schloss mit dem schönen Park den Sarnser Vereinen öfters für Feste zur Verfügung stellen.
Achtung: Die angegebene Koordinaten sind jene des Parkplatzes bei der Kirche. Um die Koordinaten des Caches zu erhalten, musst du ein klein wenig nachdenken und folgendes Rätsel lösen:
Wie heißt der Schutzpatron der Kirche von Sarns? Die Summe der Buchstabenwerte des Namens (ohne St.) ergibt die Variable X
N = 46°41,(434+X)
An welchem Tag im Jahr feiert man in Sarns (bzw. die kath. u. reformierte Kirche) seinen Kirchenpatron ? Das Datum in der Form ddmm ergibt die Variable Y
E = 11°39, (2176-Y)
Gute Unterhaltung beim Raten, Suchen und Finden.
SARNES
Sarnes per la sua posizione sicura ca. 40m sopra il fondovalle nel medioevo è stato a lungo la zona di insediamento prediletto dalla nobiltà, come lo testimoniano i castelli Ratzötz e Pallaus, nonchè le residenze Sarnfeld e Kampan. Oggi lo splendore dei tempi passati si è un po' appanato ed a differenza della vicina Millan, fino alle costruzioni abitative nate negli anni 1980, Sarnes si è sviluppata ben poco. In paese è arrivata un po' di vita soltanto con le giovani famiglie di alcune cooperative edilizie. L' unico negozio di generi misti ha chiuso ne 1992, tre anni dopo gli ha fatto seguito il ristorante “Günthart”. Oggi il bar “flora” è l' unico locale pubblico di Sarnes.
Da alcuni anni vi si trova nuovamente una ditta di impianti sanitari. Dal 1958 al marzo 2000 ha avuto sede a Sarnes la scuola di econimia domestica “ Bühlerhof”. Il centro di formazione del KVW “St. Georg” con la sua offerta di corsi durante tutto l' anno ha condotto, fino alla sua chiusura nel 2005 una vita autonoma. Le alte mura che circondano l' edificio lo separano in un certo senso anche dalla comunità del villaggio.
Castel Pallaus
Fino alla metà degli anni 1990 Pallaus sembrava un castello incantato, ma minacciato dal progressivo degrado dietro arbusti incolti e quattro sequoie giganti. Nella primavera del 1993, una coppia da Brunico comprarono il castello e lo restaurarono in maniera esemplare. Le origini di Pallaus risalgono al 1497. A quel tempo, l'imperatore Massimiliano I elevò Nikolaus Pallauser e suo fratello Hans alla nobiltà, e permise loro di creare sulla collina sopra Kampan una tenuta. Nella cosidetta"Notte del fuoco di Bressanone" (6 dicembre 1809), il castello fu risparmiato dalla distruzione dalle truppe napoleoniche, in quanto lo stato maggiore delle truppe francesi aveva il suo quartiere proprio a castel Pallaus, mentre il vicino castello Ratzötz (insieme a ca. 120 masi nella conca di Bressanone) fu bruciato. Il castello rimase in possesso dei Pallauser fino 1824 quando lo vendettero al contadino Andreas Gasser, il quale lo vendette 1861 al barone Karl von Unterrichter, prorietario della sottostante tenuta Kampan. Dal 1875 al 1926 fu di proprietà della americana Elizabeth Ward Schoenberg, suo marito Ernst BaroneRoth-Schoenberg-Schoenberg rinnovò i locali e creò il bellissimo parco con le sue sequoie maestose attorno al castello. Presumibilmente durante questi lavori di ristrutturazione sono stati scoperti gli scritti riformatori acquisiti da Romanus Pallauser e suo fratello Liebhart nel 1554 e nascosti dietro rivestimenti in legno dalla allora onnipotente Chiesa cattolica. Ora le scritture sono custodite nel Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck. Nel 1926, il senatore conte Alessandro Dudan acquistò il castello, e i suoi eredi lo possedevano fino al 1993. Una fortuna per Sarns è inoltre l' ottima relazione che i nuovi proprietari del castello mantengono con la comunità di Sarns e mettono spesso a loro disposizione il castello col bellissimo parco per celebrazioni e feste del paese.
Attenzione: Le coordinate indicate in titolo sono quelle del centro paese dove è possibile parcheggiare la macchina. Per ottener le coordinati finali della cache devi ricercare un po' ed esguire un paio di calcoli:
Come si chiama il patrono della chiesa di Sarnes? La somma dei valori dei caratteri del nome in lingua tedesca (senza S.) forma la variabile X
N = 46°41,(434+X)
In che giorno dell' anno a Sarnes si festeggia il patrono della chiesa(cattolica/riformata)? La data va scritto come “ddmm” e forma la variabile Y
E = 11°39, (2176-Y)
Buon divertimento.