Uno dei più imponenti sistemi di utilizzo dell' acqua per produrre energia elettrica, è quello che venne realizzato nel secondo dopoguerra sul Bacino idrografico del Sarca. Un lungo sistema di gallerie parte da sopra Tione, risale in fianco destro della val Rendena con opere di presa per la raccolta dell' acqua di tutti i torrenti intersecati, per portare l' acqua nel grande serbatoio in Val Genova, proseguendo con ulteriori gallerie per intecettare l' acqua del Sarca di Nambrone e del Sarca di Campiglio.
Successivamente lungo il versante sinistro dell valle, le gallerie raggiunsero la Val d'Algone e la val d'Ambiez, immergendosi profondamente sotto il gruppo di Brenta, per raccogliere l'acqua dei rispettivi torrenti. In tal modo le gallerie raggiungevano la zona di Nembia ove una prima centrale produceva energia, per poi venire scaricata nel lago di Molveno. Tale lago venne svuotato completamente per scavare nel suo fondo alcune gallerie per arrivare in condotta forzata a Santa Massenza, ove venne scavata una enorme caverna, di dimensioni maggiori del duomo di Milano. In essa venne posizionato uno dei sistemi più grandi di turbine,che scaricava l' acqua fredda direttamente nel piccolo lago e successivamente in quello di Toblino, per poi proseguire verso il lago di Garda e l'ultima centrale posta a Torbole.
Un ulteriore sottosistema venne realizzato con la costruzione di una diga ed il lago di Ponte Pià per l' utilizzo della parte bassa del Sarca, raggiungendo con una ulteriore galleria la centrale di Santa Massenza.
Un lunghissimo percorso dell' acqua per produrre energia utile allo sviluppo industriale ed urbano dell' Italia in uso anche oggi, ma che ha sicuramente penalizzato il sistema ambientale locale.
Dopo gli indubbi effetti positivi di creazione di posti di lavoro in un momento, all' uscita del conflitto mondiale di grande difficoltà, per la costruzione e lo scavo del complesso, ora tale vantaggio è diventato minimo per le zone e popolazioni interessate, a fronte di una continua produzione di ricchezza, che poco lascia in zona a fronte però di un continuo impoverimento della situazione idrica, e ambientale soprattutto per quanto riguarda i laghi di Santa Massenza e Toblino.
Infatti le acque fredde portate così rapidamente nei due piccoli laghi hanno sconvolto l' abitat della fauna, ittica in particolare, oltre a far diminuire la loro profondità e a ridurre la temperatura di tutto l' ecosistema.
Di tutta questa grande opera di ingegneria, una delle poche strutture visibili è il ponte canale che attraversa la parte inferiore della Val di Campiglio a monte di Pinzolo.
A vedere l' opera come si presenta oggi, non si ha la percezione delle difficoltà realizzative dell' epoca, inizio anni '50, in cui non si avevano i mezzi di lavoro attuali. Per questo sono stati inseriti delle immagini ricavate da alcuni filmati del BIM Sarca, e per meglio capire è interessante visitare anche le cache Minatori GC35CZ3, sul lago di Molveno e Passeggiata Santa Massenza GC25CEK. E' interessante come all' epoca si sia realizzata una tale costosa struttura, per non perdere il ridotto dislivello con il terreno sottostante, si vede che una analisi dei costi e ricavi ha giustificato nel tempo tale scelta
Si raggiunge a piedi sulla vecchia strada asfaltata per Sant' Antonio di Mavignola a cira 2 km da Pinzolo con poca pendenza.