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Der Naturerlebnisweg Geologensteig zählt zu den geologisch interessantesten Wanderungen in den Dolomiten. Der 2006 neu gestaltete Steig verbindet das 1.210 m ü.d.M. gelegene Bad Ratzes bei Seis am Schlern mit der Prossliner Schwaige (1.740 m) am Westrand der Seiser Alm. Das Südtiroler Amt für Naturparke hat den Wandersteig an 10 Stellen mit Infotafeln über die verschiedenen, dort besonders gut sichtbaren Gesteinsschichten ausgestattet. Der Weg führt entlang des Frötschbaches, welcher sich vom östlichen Teil des Naturparks tief in das Gelände eingegraben und auf diese Weise die verschiedenen Gesteinsschichten freigelegt hat. Die dunklen Gesteine deuten fast immer auf eine vulkanische Entstehung hin, die hellen hingegen sind weiße bis rote Sedimentgesteine.
Die Station 1 zeigt bereits die verschiedenfarbige Mischung von Gesteinsblöcken im Bachbett. An der Station 2 kann man mit Blick zum Talboden hinunter die roten Werfener Schichten erkennen. Einige Meter oberhalb sind weitere rötliche Sandsteinschichten zu erkennen, die zu den Campiler Member gehören. Oberhalb des Weges (Station 3) steigt eine steile Wiese bis zu den ersten Felsstufen des Schlern hinauf. Im unteren Teil dieses Steilhanges sind einige helle, gelblich-rötliche Gesteinsschichten sichtbar. Diese treten nur an sehr wenigen Stellen des Naturparks an die Oberfläche. An der Station 4 überquert man die Sarldolomitschicht. Die Felsstufe des Wasserfalls (Station 5) ist deutlich geschichtet und besteht aus Mergelkalken der Buchensteiner Knollenkalke, die auch an der Station 6 zu sehen sind. Nach einem weiteren Anstieg erreicht man zwei kleine Erosionsrinnen, in denen säulenförmige Felsformationen sichtbar sind (Station 7). Diese Säulen verlaufen senkrecht talwärts und besitzen vorwiegend fünfkantige Querschnitte, deren Kanten von der Erosion bereits abgerundet sind. Was uns hier vor Augen liegt, ist eine vulkanische "Intrusion", die durch die Buchensteiner Schichten eingedrungen ist. Während des Abkühlungsprozesses hat sich die Lavamasse zusammengezogen und die dabei entstandenen Spannungen haben zur fünfeckigen Spaltung geführt. Der Wasserfall an der Station 8 hat nur im Frühsommer und nach heftigen Regenfällen eine nennenswerte Wasserführung. Das Wasser fließt auf dunklen Vulkangesteinen, bis es am Fuße des Wasserfalls einen hellen kalkhaltigen Felsbrocken erreicht. Dieser Kalkblock ist im dunklen Vulkangestein eingeschlossen und zeugt von dem gewaltsamen Auftrieb eines Fetzens der Buchensteiner Schichten, der durch einen Lavaausbruch um einige hundert Meter nach oben geschleudert wurde. Auffallend wirken an der Station 9 die abgerundeten, fast schwarzen Kissenlavabildungen, die sich deutlich von den helleren Dolomit- und Kalkfelsen abheben. An der Station 10 überquert der Weg mit einer Holzbrücke einen weiteren Zuflusss des Frötschbaches. Im Bachbett befinden sich zahlreiche Cipitkalkblöcke. Diese stellen Abbrüche eines Riffs dar, das vor rund 200 Mio. Jahren den südwestlichen Rand der Seiser Alm abgrenzte. Diese Riffpartien wurden durch den Wellenschlag des Meeres, durch Erdbeben und andere geologische Störungen zum Einsturz gebracht und rutschten in den Meeresboden. Der hohe Gehalt an Calciumcarbonat kann mit Hilfe von verdünnter Salzsäure leicht nachgewiesen werden. Außerdem sind diese Kalke auch für reichliche Fossilienvorkommen bekannt.
Um den Cache loggen zu können, beantwortet bitte folgende Fragen und schickt mir die Antworten per E-Mail.
1. Welche Gesteinsschichten können an der Station 3 gesehen werden? (bis auf weiteres nicht notwendig!)
2. Welche säulenförmigen Felsformationen sind bei Station 7 zu sehen?
3. Wo kann man Bruchstücke des urzeitlichen Korallenriffs sehen?
Über ein Foto würde ich mich freuen!
IT
Il sentiero geologico naturalistico è senza dubbio una delle escursioni geologicamente più interessanti nelle Dolomiti. Sistemato nel 2006, il sentiero è un percorso che collega la località Bagni di Razzes presso Siusi allo Sciliar con la Malga Prossliner sull’Alpe di Siusi, attraversando la profonda gola scavata dal Rio Freddo (Frötschbach), L’amministrazione dei parchi naturali dell’Alto Adige ha deciso di segnare con tavole informative i dieci punti di osservazione che dimostrano in maniera interessante i vari strati geologici, resi evidenti dall’erosione provocata dal corso d’acqua. I blocchi trascinati dalle acque del torrente provengono quindi da pareti rocciose di diversa origine, ossia di genesi vulcanica le rocce scure e di genesi sedimentaria quelle più chiare con variazioni cromatiche dal bianco al rosso.
La stazione n. 1 evidenzia nel letto del torrente la presenza di massi e blocchi di vario colore. Volgendo lo sguardo a valle alla stazione n. 2, si osservano gli strati rossi della Formazione di Werfen nelle immediate vicinanze della confluenza con il torrente principale. Più vicino al sentiero divengono visibili delle evidenti stratificazioni rossastre di arenarie facenti parte del Membro di Campill. Invece a monte del sentiero (stazione n. 3) una scarpata erbosa inclinata e ripida sale verso i primi salti di roccia verticale. Nella parte basale di questo ripido pendio risultano parzialmente affioranti delle rocce di colore rosso giallognolo. Si tratta di uno dei rari punti del parco in cui è visibile tale conglomerato. Alla stazione n. 4 si attraversa la Dolomia del Serla. Il salto di roccia da cui precipita l'acqua (stazione n. 5) presenta un'evidente stratificazione di calcari marnosi e nodulari appartenenti alla Formazione di Livinallongo, che si possono vedere anche alla stazione n. 6. Il sentiero, raggiunge poi due piccoli canaloni, distanti tra loro alcune decine di metri, in cui risaltano delle forme rocciose colonnari (stazione n. 7). Le colonne seguono l’andamento del pendio e possiedono sezione pentagonale, parzialmente levigata e smussata dall’azione erosiva di acqua e ghiaccio. Ci si trova all’interno del corpo subvulcanico iniettato attraverso la Formazione di Livinallongo. La forma colonnare a sezione pentagonale è dovuta alla contrazione della massa lavica, avvenuta durante il lento raffreddamento. Alla stazione n. 8 l’acqua, che corre abbondante solo durante l’inizio dell’estate o in seguito a precipitazioni intense, scivola lungo scure rocce vulcaniche, alla cui base si nota un blocco di matrice calcarea, evidente per la sua colorazione chiara, interamente inglobato dalla parete rocciosa. Ci si trova di fronte ad un brandello della Formazione di Livinallongo, ubicata diverse centinaia di metri più in basso, che è stato violentemente spinto verso l’alto dall’intrusione vulcanica. Alla stazione n. 9 si possono vedere in primo piano le lave a cuscino di colorazione nera che si fanno spazio nella roccia calcarea più chiara. Un ponte di legno alla stazione n. 10, supera un braccio laterale del Rio Freddo. Il letto del torrente contiene grossi blocchi calcarei (Calcari del Cipit). I Calcari del Cipit sono frammenti di una scogliera, che costituiva ca. 200.000.000 anni fa gran parte della dorsale che chiude il bacino dell’Alpe di Siusi da sud ad ovest. Tali blocchi si sono staccati dalla scogliera per effetto del moto ondoso, movimenti sismici e ulteriori sconvolgimenti geologici, precipitando in mare. La scarsa dolomitizzazione è dimostrata dalla forte effervescenza che si osserva quando la roccia viene trattata con acido cloridrico diluito. I Calcari del Cipit sono inoltre noti per la ricca presenza di fossili in essi contenuti.
Per accedere a questa cache rispondete alle seguenti domande e mandatemi le risposte via E-Mail.
1. Quali strati geologici si possono vedere alla stazione n. 3? (non è necessario per il momento)
2. Quali forme rocciose colonnari si vedono alla stazione n. 7?
3. Dove si possono vedere blocchi calcarei dell' antica scogliera corrallina?
Sarei felice di vedere una foto!
EN
The natural geological path certainly is one of the most interesting geological excursions in the Dolomites. Only recently, on June 8, 2006, the so called “geologists’ path” has been inaugurated. Since then it has delighted young and old, small and tall hikers from all over. Along this natural and historical walk there are about 10 information panels, revealing information on the various stone layers of the surroundings. The path winds along the “Frötscher” river, which in the course of the years has uncovered various layers. The “Frötscher” river has carved its path deep into the terrain, so exposing various layers of rock. From the Razzes Baths take footpath No.1, cross over the Rio Freddo and follow the course of the river, walking uphill through the woody "Gorge of the Sciliar". Soon after you turn left and folow the marking No.1A, and cross the river again over the bridge called the Ponte Alto. The narrow and steep geological path leads to the Prossliner Hut (1740 m).
Please send me the Answers to these questions to my e-mail address:
1. Which rock layers can be seen at Station 3? (not necessary until further notice)
2. Which columnar rock formations can be seen at station 7?
3. Where can you see fragments of prehistoric coral reef?
About a photo I would be happy!