Al Capitano Nicola D'Amico
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 (small)
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Nel 1934 su questi crinali dell’appennino Tosco-Emiliano furono fatte delle esercitazioni militari, Grandi Manovre, alla presenza del Re e Duce, e altre autorità italiane e straniere. Durante queste esercitazioni il Capitano Pilota Nicola D’Amico del 5° Stormo d’assalto, mentre effettuava un volo rasente di attacco al suolo, urtava il cavo di ritegno di un pallone osservatorio, precipitando al suolo perdendo la vita. (Il Capitano D’Amico aveva rinunciato alla licenza, per prendere parte alla manovre). Il pallone con dentro degli osservatori, riprese terra nella campagna fra Faenza e Forlì. Da un giornale dell’epoca - LE VIE DELL’ARIA - 2 settembre 1934. Ali infrante Il giorno 24 agosto perdeva la vita nel compimento del proprio dovere, il Capitano Pilota Nicola D’Amico, valoroso in guerra e in pace. Nato a Roma il 30 luglio 1898, fu nominato, nel 1918, ufficiale di fanteria ed inviato, quale comandante la 180 Sezione Lanciafiamme, in Macedonia. Rientrato in Patria, fu assegnato, a sua domanda, al 35° Reparto d’assalto nella zona d’operazioni, ove prese parte a molti combattimenti e dopo un anno fu inviato in Bulgaria, col 63° Reggimento fanteria, e poi in alta Slesia, con il 135° Reggimento mobilitato. Entrato nel settembre 1923 nella R. Aeronautica, ebbe la nomina a pilota di aeroplano il 21 settembre 1924. Per la sua conoscenza delle lingue straniere e per la sua cultura, fu assegnato nel 1926 all’Ufficio Stampa e Propaganda del Ministero dell’Aeronautica e poi trasferito ad un Reparto d’impiego. Promosso Capitano nel 1929 e destinato alla Direzione Territoriale dei servizi chiese, perché egli amava molto il volo e le audacie, d’essere destinato al 5° Stormo d’assalto. Particolare commovente: il capitano D’Amico aveva rinunciato alla licenza, per prendere parte alle manovre. La fatalità ha voluto che egli cadesse da valoroso, come sempre aveva vissuto: che, infatti, durante una missione di finto bombardamento, effettuato a volo rasente, urtava contro il cavo di ritegno di un pallone osservatorio, precipitando al suolo. Il migliore elogio di lui è stato fatto dal Duce nel discorso pronunziato al Gran rapporto, subito dopo le manovre: ”Uno dei piloti, stamani, urtando il cavo di uno di quei draken che bisogna ormai considerare sorpassati nella tecnica della guerra moderna, ha lasciato la vita nell’adempimento del suo dovere. Rivolgiamo un pensiero commosso al capitano D’Amico che ha consacrato col suo sangue la collaborazione che deve regnare quotidiana e cameratesca fra tutti i componenti delle forze armate tese all’obiettivo comune”. La figura del compianto Ufficiale rimarrà nella mente di tutti gli aviatori, dei suoi numerosissimi amici e di tutti coloro che lo conobbero, scolpita indelebilmente come il suo nome che sarà scolpito nel Lapidario di travertino, sul basamento del Ministero dell’Aeronautica. Vadano alla famiglia le più sincere condoglianze delle "Vie dell’Aria". Il monumento al Capitano D'Amico,si trova sul crinale dei Tre Poggioli,lungo una vecchia mulattiera detta "Dei Casoni di Romagna". Raggiungibile dal Passo della Ratcosa,seguendo la provinciale per Piancaldoli. Oltrepassato il Sasso di San Zanobi (altra cache)si prende la strada a sx,per il parco "La Martina"e la si segue per alcune centinaia di metri fino ad arrivare ad un bivio (asfalto a sx,dritto sterrato) Il monumento rimane sulla dx tra i pini sotto strada.
Additional Hints
(Decrypt)
gen nyphav tenaqv fnffv,pbcregn