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Gran ciasa Traditional Cache

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cosmar: Cambierá di posto frá un pó

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Hidden : 1/6/2014
Difficulty:
1 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:

„Gran Ciasa“, in altre parole grande casa è il nome di Castel Colz in lingua ladina.
„Gran Ciasa“ wird es in ladinischer Sprache genannt, was soviel bedeutet wie Großhaus.

 



Ciastel Colz si trova a La Villa in Val Badia e risale al Cinquecento. La sua storia è strettamente legata al cavaliere brigantesco Franz Wilhelm Prack zu Asch.

Il Castello di Colz, anche chiamato Residenza Rubatsch, è una costruizione poco strutturata e tozza che è caratterizzata da quattro torri, due rettangolari, due rotonde nonché una cinta e numerose bombardiere.

Le origini di questo castello risalgono al 1536, quando Hans von Rubatsch ottenne l’autorizzazione alla costruizione di una residenza a La Villa da parte dell’imperatore Ferdinando I. Al termine del Cinquecento il castello passò nelle mani della famiglia nobile dei Colz che modificarono il castello. La famiglia Winkler come anche la famiglia Mayerhofer si succedettero nel corso del tempo. Pian piano cominciò ad andare in rovina, solo alla fine degli anni 80 il castello fu soggetta a lavori di restauro. „Gran Ciasa“, in altre parole grande casa è il nome di Castel Colz in lingua ladina.

Il castello è fortemente legato alle avventure di Franz Wilhelm Prack zu Asch, anche chiamato „Gran Bracün“ che tra il 1573 ed il 1581 si comportò da gran signore delle valli ladine. Era considerato un cavaliere crudele ma allo stesso tempo cortese. Le avventure di Prack zu Asch sono anche illustrate nella sala dell’albergo Cappella di Colfosco. Secondo le leggende, Prack zu Asch fu ucciso da un membro della famiglia Colz, che diedero anche il nome a questo castello. Oggigiorno Castel Colz è diventato un punto d’incontro culturale.


Bei Schloss Colz, auch Ansitz Rubatsch genannt, handelt es sich um einen äußerst massig und wenig gegliederten Bau, der gekennzeichnet ist durch vier Eckrondelle sowie eine Ringmauer. Am Gemäuer befinden sich Schießscharten und Gussöffnungen.

Die Anfänge dieses Ansitzes gehen auf das Jahr 1536 zurück, als Hans von Rubatsch von Seiten Kaiser Ferdinands I. die Erlaubnis erhielt, sich in der Gemeinde Abtei einen Edelsitz errichten zu lassen. Am Ende des 16. Jahrhunderts ging das Schloss dann an die Herren von Colz über. Im Laufe der Zeit erlangte das Gebäude verschiedene Funktionen, es war Armenhaus und schließlich ging es in bäuerlichen Besitz über. „Gran Ciasa“ wird es in ladinischer Sprache genannt, was soviel bedeutet wie Großhaus.

An Bedeutung erlangte das Schloss Colz vor allem durch die Abenteuer des Franz Wilhelm Prack zu Asch, der auch „Gran Bracün“ genannt wurde. Zwischen 1573 und 1581 spielte dieser nämlich den großen Herren der ladinischen Täler. Der räuberliche Kavalier ist bekannt für seine ritterliche und grausame Art, seine kühnen Heldenstücke und auch seine argen Gewalttätigkeiten. Die Handlungen von Prack zu Asch sind auch auf Bildern im Saal des Hotels Cappella in Kolfuschg zu sehen. Das Schloss Colz wurde letztlich restauriert und hat sich heute zu einem kulturellen Treffpunkt entwickelt.

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