L&P#23 - Subiaco - Villa di Nerone Traditional Cache
L&P#23 - Subiaco - Villa di Nerone
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Difficulty:
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Terrain:
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Size:
 (micro)
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Un facile Park&Grab nei pressi dei resti dell'antica Villa di Nerone a Subiaco
A simple Park&Grab cache near the ruins of the ancient Nerone's Villa in Subiaco
--ITA--
Subiaco, oltre ai due splendidi monasteri benedettini, conserva
un'importante testimonianza storico-artistica relativa ad
epoche precedenti. E' infatti qui che Nerone, successore di
Claudio e quindi appartenente alla dinastia Giulio-Claudia,
entro il 60 d.C. fece costruire la sua Villa imperiale in
una vasta area dalla folta e ricca vegetazione, posta tra
i Monti Taleo e Francolano. Secondo i calcoli approssimativi,
ma sufficientemente indicativi, la superficie complessiva
della villa è stata calcolata a 75 ettari, 15 in più
della parte scavata di Villa Adriana
La splendida dimora si estendeva con ardite costruzioni
fino a lambire l'alveo del fiume Aniene ed era raggiungibile
attraverso la via Sublacense, fatta progettare dallo
stesso imperatore. La villa, specchiandosi nei "Simbruina
stagna" (i tre laghi appositamente creati da Nerone
dopo aver fatto innalzare una diga), era stata voluta
dall'imperatore per evitare la calura estiva della Capitale.
Nella scelta dell'ubicazione della villa giocò
un ruolo importante il paesaggio aspro e selvaggio dell'alta valle dell'Aniene
caratterizzata dalla gola stretta e boscosa, dalle acque vorticose.
Tutto ciò soddisfaceva in pieno la predilezione di
Nerone per i laghi, le cascate, i giochi d'acqua, le grotte.
Tale gusto architettonico si riscontra anche nella struttura di
altri complessi neroniani (quali la Domus Aurea e la villa
di Anzio) e della Villa di Manlio Vopisco a Tivoli.
La scelta del luogo sublacense fu operata anche per fare
in modo che Nerone potesse effettuare dei bagni freddi
prescritti dal medico Chamis, secondo il racconto di Plinio.
Ignoriamo il nome degli architetti di questo complesso, ma la villa
è una tale esercitazione di architettura ingegneristica
con la costruzione delle dighe, i tagli della roccia,
i padiglioni a terrazze, che non si può fare a
meno di pensare a Severo e Celere i quali, come rileva
Tacito "quae natura denegavisset, per artem temtare".
La tranquillità e la frescura della dimora sublacense
non riuscirono tuttavia a placare l'animo tormentato di Nerone.
Interpretando come un nefasto presagio la caduta di un fulmine sulla mensa presso la quale stava banchettando, egli non esitò,
verso il 60 d.C., ad abbandonare la villa che andò
in decadenza e fu in parte ristrutturata solo durante il regno
di Traiano, quindi durante la dinastia degli imperatori adottivi. La presenza
romana, segnò senza dubbio un momento importante nella
storia di Subiaco, poiché secondo la leggenda proprio
la manodopera, impegnata nella costruzione della villa neroniana,
introdusse nella zona il cristianesimo, che successivamente
la presenza benedettina suggelò in maniera definitiva
divenendo inoltre un mezzo di diffusione delle verità
della Fede in tutto il mondo.
Notizie prese da: (visit link)
--ENG--
About a mile from the town on a hill above the river we may still trace the ruins of Nero's Villa; the archaeological remains (that represent a small fragment of what once used to be a great buildings complex dedicated to recreation and idleness of this contradictory Roman Emperor) are located on the street that goes to the Monasteries. Many centuries ago this villa was one of the most beautiful and attractive places of the ancient Roman world.
In fact, Nero, the Roman emperor who built the splendid Domus Aurea in Rome, decided on this location to realize one of his large out-of-the-city villas, surely before 60 A.D..
The emperor Nero dammed the river in three places, creating three artificial lakes, the Simbruina stops flowing, connected by high waterfalls, obstructing the course of the Aniene river.
An inundation destroyed the lakes in 1305.
It was on these three lakes that he built the magnificent villa, and other complexes connected by walkways and bridges. From here the name "Sublaqueum", which means "under the lake", given first to the villa and then passed to the nearby town: from this was derived the name Subiaco.
The Roman architects created expressly the "via sublacense" perhaps using a part of the service street of the aqueducts that supplied water to the Capital, to led to the Villa.
In the Middle Ages, on the remains of Nero's Villa, one of the small cenoby was constructed, founded by San Benedetto (St. Benedict) to house the monks of his newborn Order.
Text found on: (visit link)
Additional Hints
(Decrypt)
jjj.inyyrnavrar.vg
Zntargvpn
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