La cementizia fu realizzata nel 1926 per l'azienda produttiva "Marchino" di Casale Monferrato che si avviava a diventare una delle realtà produttive più importanti del settore.Sfruttando la marna estratta dalla Calvana, il cementificio produceva calce e cemento.
La marna calcarea era estratta mediante il sistema delle gallerie in avanzamento, che permetteva la «coltivazione» dei banchi.
Le miniere, di cui rimangono alcuni tratti integri, erano situate a varie quote del Poggio Castiglioni; il materiale, scavato completamente a mano da minatori provenienti in prevalenza dal Mugello o dal bolognese, veniva trasferito nel piazzale superiore con carrelli decauvilles e, mediante un grande piano inclinato, calato al piazzale finale e inviato alle bocche di carico dei forni oppure alla tramoggia del frantoio.
Nel 1930 fu aggiunto un forno rotante, contraddistinto da una grande ciminiera circolare
Durante il periodo bellico lo stabilimento continuò la propria attività ma, nel 1944, le truppe tedesche fecero saltare quasi tutti i macchinari, minarono i forni verticali e la ciminiera del forno rotante, demolendo completamente la parete esterna in legno che permetteva agli operai di lavorare al fuoco su cinque piani di servizio diversi in tre turni giornalieri
Durante la ritirata delle truppe tedesche l’impianto subì enormi danni e nel 1956 fu completamente chiusa.La struttura si trova all'interno di un'area sottoposta a vincolo paesaggistico.
Il complesso produttivo con le sue alte torri delle canne fumarie domina il paesaggio tra Prato e Calenzano stagliandosi sulla montagna con la mole dei suoi impianti, visibili dalla piana tra Prato e Firenze, da molti chilometri di distanza, rappresentando un importante esempio di archeologia industriale. L'impianto è costituito da vari edifici ed infrastrutture caratterizzate dalle murature in mattoni, ed in pietra alberese, oltre che in cemento armato.
Questa cache è una collaborazione tra Sharlai e Polipony
La cache vi indica l'inizio del percorso di 800 scalini che vi porta direttamente in cima alla Calvana, e che ad i tempi veniva usata per il traporto di materiale.