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Sant’Andrea è un piccolo paese nell'alta val di Illasi e vanta un’antica e tradizionale fiera che si svolge ogni anno in novembre, il giorno del Santo Patrono.
Non è possibile datare con precisione l’inizio di questo mercato, ma è quasi certo che si teneva la fiera già intorno al 1160, epoca a cui risale la prima storica attestazione dell’esistenza di Sant’ Andrea. In questo mercato venivano venduti animali domestici, come il pollame, generi alimentari, granaglie, vestiario e anche i “bogoni” (termine con cui, in dialetto veronese, si indicano le lumache), sotto il controllo molto attento e interessato dei monaci benedettini della potente Abbazia di Badia Calavena.
Ed è forse per sfuggire all’implacabile tassazione, imposta dai monaci su tutti i prodotti venduti, che la commercializzazione dei “bogoni” avveniva all’alba, ciò che avviene ancora oggi.
Tuttavia, la scelta di questa fascia oraria può essere stata dettata anche dal fatto che i “bogoni” a quell’ora sono ancora percolati, mentre con l’avanzare del giorno si aprono, deprezzandosi. Infatti la loro quotazione è più elevata se sono opercolati, e quindi autonomamente spurgati.
Non è un caso che la tradizione releghi il consumo di questi molluschi nei mesi con la “erre”, cioè nei mesi freddi, quando le lumache sono in letargo, spurgate e hanno quindi perso il gusto di erba e di amaro, possedendo così una carne più tenera e saporita. L’allevamento dei “bogoni” avviene all’aperto, in particolari recinti chiamati “corgnolare”, delimitati da lamiere zincate e suddivisi in settori più piccoli da reti metalliche. In questi recinti viene preparato un letto di sabbia 30-40 cm di spessore, in cui vengono sistemate le chiocciole alimentate con erba fresca, zucca e altri vegetali. In tale recinto si crea l’ambientamento che precede il letargo che avviene con l’interramento della chiocciola. La densità ottimale è di 250 soggetti per metro quadrato. La raccolta è consentita solo nel periodo estivo ed è fatta generalmente a mano o con l’aiuto di un attrezzo per prelevare le chiocciole interrate. Sant’Andrea è in sintonia con la tradizione, poichè la sua è una “fiera fredda”, diversamente da altre fiere simili che si tengono in varie località e città italiane. Singolare e unica è, comunque, per gli abitanti del capoluogo e della frazione, questa fiera, motivo ancora di orgoglio e attaccamento alle proprie radici e tradizioni.
Del resto, essa richiama pur sempre molto interesse e mantiene la sua rinomanza. Ne sono segni evidenti i convegni, le mostre-mercato, legati alla chiocciola, che si tengono annualmente, il monumento con la scultura del mollusco in ferro battuto, scolpita dal maestro Gino Bonamini di Cogollo, collocato all’inizio del paese e che è stato scelto come logo comune dell’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Elicicoltori e dalla “Confraternita della Chiocciola…detta anche lumaca”, con la collaborazione della Facoltà di Agraria dell’Università di Parma, grazie alla quale il 1999 è stato proclamato “Anno della lumaca”.
Additional Hints (Decrypt)
Decryption Key
A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M ------------------------- N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z
(letter above equals below, and vice versa)
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