
Situata in una zona a nord-ovest della città di Firenze, più precisamente nel comune di Campi Bisenzio, in località Capalle, la ex Fabbrica Goti, è un edificio tra i più interessanti dell’architettura industriale del ‘900 in Toscana.
In un momento storico importante per l’industria tessile pratese,l’imprenditore Nazareno Goti decise di far costruire un edificio che potesse ospitare una nuova sede, produttiva e commerciale per la propria manifattura. L’incarico fu dato all’architetto (fiorentino d’adozione) Leonardo Ricci, che verso la fine degli anni ’50 completò la stesura del progetto che portò alla costruzione, già pochi anni dopo, di un esempio formidabile di fabbrica casa (le indicazioni della committenza furono proprio quelle di unire gli spazi della produzione e della commercializzazione con quelli adibiti ad abitazione per i lavoranti). Come detto, l’edificio principale fu concluso nel 1962 mentre una seconda parte, quella meridionale adibita alla filatura, sarà realizzata solo a fine anni ’60. Planimetricamente, l’edificio ha un impianto prevalentemente longitudinale, composto da due corpi di fabbrica distinti: il primo, ed anche quello costruito in prima battuta, è suddiviso a sua volta in due parti, una che si sviluppa sul lato ovest di via dei Confini adibita a produzione e vendita, e l’altra che si sviluppa sul lato orientale di via Galileo Galilei, atta ad ospitare i magazzini e le abitazioni; il secondo corpo di fabbrica è quello meridionale, costruito in in un secondo momento, ed ospita i locali per la filatura.

Il fronte a nord è l’ingresso dal quale si accede, tramite due rampe di scale, direttamente allo spazio di produzione e vendita, ben visibile anche dall’esterno. Questo spazio di forma rettangolare con un rapporto di 7:2 è caratterizzato da 12 pilastri tricuspidati in calcestruzzo armato su ciascuno dei due lati longitudinali, arretrati sul fronte strada, che portano delle travi ricalate anch’esse in calcestruzzo armato. L’arretramento dei pilastri permette di svincolare la facciata dalla mera funzione strutturale, lasciando alla chiusura orizzontale, completamente vetrata, il compito di dare continuità agli spazi, unendo l’interno con l’esterno, riproponendo così appieno la lezione lecorbusierana elencata nei cinque punti della nuova architettura (per saperne di più vi consiglio di leggere il testo teorico dell’architetto elvetico “Verso una Architettura“). Un’opera, quella di Leonardo Ricci, ancora riconoscibile nel caos urbanistico di una zona industriale che si è ampliata seguendo un indirizzo in gran parte speculativo, che si distingue dalla monotonia della classica fabbrica tessile pratese degli anni 50-60, archetipo di un vecchio modo di concepire lo spazio di lavoro, e che mette in relazione la funzionalità degli ambienti produttivi ed abitativi della fabbrica-casa con il paesaggio circostante e la sua comunità, seguendo il suo ideale modo di fare “architettura“.

Quando alla fine degli anni ottanta la Manifattura Goti cessa la propria attività, i locali vengono abbandonati, con l'unica eccezione dell'area della filatura, data in affitto a terzi. Nel febbraio del 1996 l'edificio viene venduto alla Manifattura Gori che avvia uno studio di ristrutturazione dei locali, sempre destinati alla lavorazione e commercializzazione del tessile.
Dal 2000 all'interno dei locali c'e' la ex Cecchigori Home Video adesso CG Home Video mentre una parte era "occupata" dalla LEXUS.