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Ex Manifattura Tabacchi Milano Traditional Cache

This cache has been archived.

kazuma: [english text follows]
Ciao collega geocacher,

Dopo oltre un mese dalla mia nota, non ho ricevuto alcuna risposta ne' visto alcuna modifica.
Se non lo hai ancora fatto, per favore raccogli ogni eventuale resto del cache al piu' presto possibile. Se hai intenzione di intervenire sul cache, una volta completata l'operazione per favore lasciatemi un messaggio con il numero waypoint GC relativo al cache. Saro' piu' che lieto di verificare nuovamente il cache per verificare la sua conformita' con le linee guida.

Grazie per l'attenzione e per ogni ulteriore informazione ti prego di non esitare a contattarmi o attraverso il message center oppure inserendo un log in questo cache.
Ti ricordo di non fare 'Reply' a quest'email perche' non la riceverei.


Hi fellow geocacher,

After more than one month from my last note I didn't receive any answer and no action has been done.
If you haven't done so already, please pick up any remaining cache bits as soon as possible. If you are going to fix the problems connected to this cache, once it is ready please drop me a note and let me know the GC waypoint number of the cache. I will be more than happy to take a look at your cache again to see if it is still is within the guidelines of the Geocaching.com website for cache placement and posting.

Thanks for your understanding and for any further information please do not hesitate to contact me or through the message center or by inserting a log in this cache.
I recall you not to 'Reply' to this email since I would never receive it.

Regards,
Kazuma, geocaching-italia.com
Groundspeak Volunteer Reviewer

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Hidden : 2/22/2015
Difficulty:
2.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:


La storia tra Milano e la favolosa pianta arrivata dal nuovo mondo ha radici antiche. Era il 1637 quando Ferdinando II d’Asburgo istituiva a Milano la 'Regalia del Tabacco'. La prima sede per la lavorazione dell’esotica spezia sorse di fianco al casello daziario di Porta Nuova e nessuno allora sospettava il successo dell’impresa. In tre secoli il piccolo nucleo originò un distretto, una fabbrica chiusa tra via San Marco, via Moscova e corso di Porta Nuova. La Regia Manifattura Tabacchi di via Moscova, civici 2226, battezzò i milanesi al tabagismo accompagnando le evoluzioni del prodotto. Sigari, tabacco da pipa e infine sigarette.

Ma già agli inizi del ‘900 la storica sede divenne problematica. Troppo difficile l’approvvigionamento in una zona centrale. Così nel 1927 il Demanio acquistò a nord di Milano dei terreni e nel 1929, con il chiaro intento di trasferire qui la manifattura, costruì due magazzini per i materiali greggi. Sei piani di cemento armato affacciati su viale Suzzani, cattedrali dagli enormi pilastri capaci di sostenere una tonnellata per metro quadro. Nel 1939 il demanio ottenne il raccordo alla ferrovia e al complesso si aggiunse una specie di stazione, il deposito di generi di monopolio, comodo sbarco per le merci. A sveltire la trafila ci pensarono i bombardamenti, che rasero al suolo l’antico stabilimento.

Nella febbre della ricostruzione vennero realizzati in serie gli edifici della nuova manifattura. La centrale termica con la sua svettante ciminiera, le officine meccaniche, il fabbricato per la lavorazione e poi la bocciofila e la sala materna. Sono invece degli anni successivi l’apertura dell’asilo e il fabbricato per la torrefazione. A dare il carattere dell’intera architettura è l’ingresso, un edificio del 1954 che un anonimo tecnico del demanio concepisce in stile razionalista, un pezzo di fascismo sfuggito alla storia. È quello dei caratteri cubitali, due piani geometrici e severi. Di fianco alla scritta il leone, logo inconfondibile del monopolio di stato, sotto il portico dell’androne un mosaico di Pietro Cantù del 1956 che celebra la filiera. Foglie grezze, poi le mani delle operaie e infine viaggiatori che nella cabina di un aereo ricevono dalla hostess sigarette omaggio. Altra civiltà, ma la vera forza della storia è nelle mani delle operaie, una locomotiva rosa capace negli anni ruggenti di lavorare fino a 10 tonnellate di tabacco al minuto.

Per scostolare e rollare le foglie di kentucky, perustizia, santiacà, tonga e altre varietà niente eguagliava la precisione e la rapidità della manualità femminile. Si dice che ad alleggerire il fastidio dei quasi 100 decibel di rumore costante fosse il coro delle operaie, ispirate dalla centralinista incaricata di scegliere la musica. Una città nella città di 3000 anime con la sua mensa, i suoi spogliatoi, il suo circolo ricreativo aziendale che dai bambini alle feste comandate provvedeva alla vita extra lavoro degli impiegati. Sorvegliati con perizia militare. Niente entrava o usciva, troppo alto il rischio di furti di sigarette e valori bollati. Severissime erano le perquisizioni: il fabbricato di lavorazione, dove finivano i materiali sequestrati, era detto Ex Contrabbando.

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