Si tratta di un torchio, la cui costruzione risale al 1742, dalla struttura enorme (11 m di lunghezza per 8 t di peso), ricavato da un tronco di castagno tagliato e squadrato attorno al quale fu costruito l’edificio in pietra.Il meccanismo era azionato da una grossa vite di legno lavorata a mano. La gigantesca mole si alzava e si abbassava esercitando un’enorme pressione su un solido basamento nel quale erano poste le vinacce. Cataletti ingegnosamente sistemati, conducevano il mosto in un unico condotto e da lì alla tinozza.
Costruito nel 1742 dai terrieri di Oggiogno, fu restaurato in tre successivi momenti: nel 1963, nel 1992 e nel 1993-94 quando fu ricostruito il tetto in piode dell’edificio.