
DAMA CON L'ERMELLINO
La Dama con l'ermellino è un dipinto a olio su tavola di Leonardo da Vinci, databile al 1488-1490.
L'opera è uno dei dipinti simbolo dello straordinario livello artistico raggiunto da Leonardo durante il suo primo soggiorno milanese, tra il 1482 e il 1499. L'opera, della quale si ignorano le circostanze della commissione, viene di solito datata a poco dopo il 1488, quando Ludovico il Moro ricevette il prestigioso titolo onorifico di cavaliere dell'Ordine dell'Ermellino dal re di Napoli.
L'identificazione con la giovane amante del Moro Cecilia Gallerani si basa sul sottile rimando che rappresenterebbe, ancora una volta, l'animale: l'ermellino infatti, oltre che simbolo di purezza e di incorruttibilità, si chiama in greco "galé" (γαλή), che alluderebbe al cognome della fanciulla.
CECILIA GALLERANI
Cecilia era di nobile famiglia; fu feudataria di Saronno e moglie del conte Ludovico Carminati de' Brambilla, detto "il Bergamino", feudatario del castello di San Giovanni in Croce.

Di origini senesi la famiglia Gallerani approdò a Milano agli inizi del Quattrocento quando, il nonno di Cecilia, Sigerio Gallerani, giurista di partito ghibellino a Siena, si vide costretto a rifugiarsi nella capitale viscontea a causa della prevalsa guelfa. Qui iniziò la carriera di funzionario pubblico che il figlio Bartolomeo, zio di Cecilia, seguì a partire dal 1450 e che aprì le porte a Fazio, padre di Cecilia, come referendario della duchessa ormai vedova Bianca Maria nel 1467; i ruoli ricoperti dai Gallerani presso la corte ducale permisero alla famiglia di mantenere un tenore di vita elevato e crearsi un cospicuo patrimonio terriero in Brianza, essendo però forestieri non vengono annoverati fra le liste dei nobili milanesi dell'epoca.
Cecilia nacque nel 1473, penultima di sette fratelli e una sorella; nel 1483 la famiglia Gallerani stipula un accordo matrimoniale fra Cecilia, che ha dieci anni, e Stefano Visconti per evitarle la vita monastica, allora normale consuetudine per le figlie femmine che non si sposavano. L'accordo verrà poi annullato nel 1487 a causa dell'impossibilità delle famiglie di far fronte alle doti pattuite.
Nel 1489 la firma di Cecilia appare in una petizione depositata a corte nella quale lei e i fratelli chiedono, vista la situazione economica poco stabile dei fratelli, di tornare proprietari delle terre del padre confiscate anni addietro e di cui sono ereditari. Questo documento è fondamentale per ricostruire l'evento principale che conduce il suo volto ai giorni nostri grazie al quadro di Leonardo: l'incontro con Ludovico il Moro.
VILLA GALLERANI MELZI D'ERIL
Non si hanno notizie certe in merito alla data di costruzione della villa. E' verosimile affermare che l'edificazione possa essere posta in un periodo compreso tra il 1480 e il 1506, rispettivamente anno in cui vi è traccia documentata della presenza della famiglia Gallerani a Carugate e anno in cui vi è notizia della villa come eredità lasciata a Siglerio, figlio di Fazio, allora proprietario.
Dalla funzione di villa di campagna, nata in concomitanza con molte altre nella zona, per rispondere alla necessità dei nobili di gestire "in loco" i loro interessi terrieri, assunse quindi le forme più tipiche delle residenze signorili cinquecentesche con tanto di giardino di delizia.
La villa è famosa per il celebre affresco sito a piano terreno che decora con mirabile policromia una volta a ombrello lunettata, evidenziandone la caratteristica forma a stella.

La proprietà della villa passò, dopo la famiglia Gallerani, la cui ultima discendente e proprietaria fu Paola, prima ai Caimi Meriggia, poi ai Giulini, ed infine, nel 1935, alla famiglia Melzi d'Eril, ancora oggi proprietaria del bene, e a cui la villa deve la denominazione attuale.