
Riserva Naturale Provinciale Acquerino-Cantagallo
Elemento di immediata identificazione dell'area è senza dubbio la presenza di estese foreste, dominate soprattutto da dense faggete e castagneti, oltre a rimboschimenti di conifere e boschi misti di latifoglie, in cui spiccano alcuni episodi monumentali, come il secolare Faggione di Luogomano, la cui chioma copre una superficie di circa 600 mq. La copertura arborea, è interrotta solo raramente da praterie e da arbusteti, residuo di aree anticamente coltivate o destinate al pascolo, ed oggi dominio del cervo, presente con una popolazione nota a livello nazionale sia per la complessità della sua struttura che per la maestosità degli esemplari.All'interno della Riserva si trovano numerosi manufatti che testimoniano le passate attività dell'uomo, fra cui le numerose cascine, dimora dei nuclei familiari, circondate da alberi da frutto come noci, ciliegi e noccioli. Altre testimonianze dell'attività dell'uomo sono quelle riferite alla coltura del bosco che, oltre a lasciare traccia nei castagneti da frutto, alcuni dei quali, di età secolare e di monumentale bellezza, è riconoscibile per la presenza di cannicciaie per l'essiccamento delle castagne e dei numerosi mulini, alcuni ancora attivi, dove si produceva la cosiddetta farina dolce.
Gennaio 2013 : una delle due parti che componeva il faggione è stata stroncata dalla neve.

La parte più pesante è infatti crollata al suolo, spezzando a metà in una sola notte 3 secoli di sopravvivenza. Come ogni essere vivente che se ne va lascia un grande vuoto, ma la consapevolezza che tutto rientra nel ciclo della vita. E’ stato un testimone impotente di fronte ai cambiamenti della storia, sotto le sue fronde sono passate centinaia di persone, a resistito alla Seconda Guerra Mondiale assistendo allo scempio degli alberi tutto intorno. Adesso speriamo che l’altra metà in piedi riesca a resistere da sola e a vegliare ancora sul bosco e su i suoi abitanti.
