Rispetto ad altre località montane Miragolo sembra offrire poco: è lontano dalle piste di sci, da escursioni impegnative o da vette di rilievo. Basta guardare meglio, però, per trovare molta bellezza pur in un piccolo paesino nemmeno troppo fuori mano. Il primo motivo: la vista, resa felice dalla posizione: il monte Castello ha la fortuna di affacciarsi su ben tre valli. La piccola Val Arsa a Sud, la Val Brembana a Ovest e la Val Serina a Nord e a Est. Il secondo motivo è la bellezza dei numerosi pascoli che punteggiano il territorio miragolese.
Iniziamo con il paese. O meglio, con i paesi: di Miragoli infatti ne esistono due. Miragolo S. Salvatore e Miragolo S. Marco, entrambi appoggiati ai fianchi del Monte Castello (1.089). L’etimo del nome viene fatto generalmente risalire a origini celtiche: mir (monte)-agol (diminutivo) ossia piccolo monte. Miragolo ebbe anche un momento di gloria: gli orologi a pendolo prodotti dalla famiglia Gritti erano nei secoli passati i migliori della Lombardia, riconoscibili grazie alla firma “Opus Miragoli”. I due paesi contano ad oggi circa 130/150 abitanti nel complesso, contrade adiacenti comprese. Durante le festività i due Miragoli sono arrivati nei momenti d’oro del turismo (anni ’90) a contare fino a 1.000 abitanti. Oggi i turisti – soprattutto milanesi – sono molti meno: le finestre delle palazzine costruite durante gli anni ’80 e ’90 sono ormai in grande maggioranza chiuse per tutto l’anno.
Già dal sagrato della chiesa di Miragolo S. Salvatore, ma ancora di più se si sale un po' sopra il cimitero si gode di una vista magnifica: a sinistra si vede il monte Zucco, il verde gruppo del monte Giogo e le lontane cime della val Brembana Occidentale. Di fronte a noi vediamo invece, seminascosta, la cima di Menna. Il monte Alben e l’intera estensione della val Serina coprono il resto del campo visivo.