Storia:
Cavriago viene citato per la prima volta nel 996, all'interno di un documento ufficiale dell'archivio capitolare di Parma, attraverso il quale la contessa Rolenda, donava il castello di Corviaco (Cavriago) a un certo Paulone. Paulone regnò poi per quattro secoli. Ovviamente il paese in sè come presenza di abitazioni esisteva già ben prima di questa carta bollata, addirittura si pensa che già all'epoca dei romani e della via Emilia esistessero già famiglie con abitazioni fisse nei paraggi. Quel che è certo è che il nome “Cavriago" deriva dal latino curvus ager, in riferimento al territorio collinare su cui si estende.
A tutt'oggi gli studi più accreditati vogliono il toponimo "Cavriago" derivare da Cap du Lac, conosciuto infatti in epoca tardo-romana come "Codellago", villaggio palafitticolo adagiato sulle rive del pantano acquitrinoso che dalle prime pendici pre-appenniniche si estendeva fino all'estremo orizzonte del fiume Pau (più tardi contratto in Po). Magnifica era la vista che dalle alture del Ghiardo si godeva sulla liquida distesa, a partire dall'avamposto fortificato e periodicamente semi-sommerso di Codemondo.
Fino al 1076, anno in cui l'imperatore Enrico IV si umiliò a Canossa, Cavriago restò nell'orbita dei possedimenti matildici. Poi, sul finire dell'XI secolo, i cavriaghesi si unirono ai reggiani nella lotta contro l'Impero, che culminerà, nel 1167, nella Lega Lombarda.
Durante l'età comunale Cavriago è tagliata in due dal confine tra i comuni di Reggio e Parma. Il confine correva proprio lungo il Rio di Cavriago, che ancora oggi attraversa il paese, e di tale divisione rimane traccia ancora oggi nel fatto che in paese vi siano due chiese: San Terenziano fu sempre sotto la diocesi di Reggio, mentre San Nicolò sotto quella di Parma.
(per ulteriori informazioni riguardo questo argomento vi invito a leggere la storia della cache "La Roseda ed San Zvan" a circa 2,5km da questa).
Cavriago viene citato esplicitamente come teatro di una sanguinosa battaglia tra reggiani e parmensi nel 1215. Di questo periodo fanno parte, con ogni probabilità, i lavori che dotarono il castello di Cavriago di mura più spesse.
Terra di confine, il paese diventa la meta preferita di briganti e criminali di entrambe le signorie. In questo periodo, molto probabilmente, nasce il detto popolare (sopravvissuto fino ai giorni nostri): “A Cavriago piantano i fagioli e nascono i ladri".
Nel 1465, infine, Cavriago viene donato da Borso d'Este a Teofilo Calcagnini, a cui si deve la promulgazione degli Statuti di Cavriago, una raccolta di leggi che metteva per iscritto alcune consuetudini locali. Sempre sotto il dominio di Teofilo Cavriago viene poi sconfitto e dovette pagare con la distruzione del castello e delle torri adiacenti.
Attualità:
Ad oggi il paese ospita circa 10'000 abitanti 1'000 dei quali extracomunitari di svariate etnie.
E' un paese abbastanza attivo sul piano culturale e sul piano ricreativo; a Cavriago è presente tra le altre cose; una piscina, il cinema/teatro '900 a due sale, Due scuole dell'infanzia e due scuole primarie, almeno 2 centri commerciali, un palazzetto dello sport e due palestre con pista polivalente, due campi sportivi da calcio, un centro culturale (Multiplo), numerosissime aree verdi e di svago, due fermate ferroviarie, e da pochissimo una linea autobus dedicata alla tratta "Reggio Emilia - Cavriago".
Le feste e ricorrenze più popolari sono:
Festa Medievale di San Nicolò, Mercatino dell'antiquariato (uno tra i più famosi dell'emilia romagna, La fiera del bue grasso (fiera dei tori), La camminata delle 3 torri, Cena sotto le stelle, Torneo estivo Pala A&B e molte altre.