Skip to content

La polveriera di Taino Traditional Cache

Hidden : 12/7/2015
Difficulty:
2 out of 5
Terrain:
3 out of 5

Size: Size:   small (small)

Join now to view geocache location details. It's free!

Watch

How Geocaching Works

Please note Use of geocaching.com services is subject to the terms and conditions in our disclaimer.

Geocache Description:

ATTENZIONE LA ZONA E' PIENA DI FABBRICATI PERICOLANTI CON PRESENZA DI AMIANTO (vedi immagine)

La cache è posizionata all'interno di un piccolo gabbiotto non pericolante per il momento ed è magnetica (vedi immagine spoiler di qualche anno indietro)

 


LA POLVERIERA

Nel 1907 la società dell’ing. Ottorino Magnani di Milano acquistò un appezzamento
di terreno in località Campaccio di proprietà delle sorelle Cristina ed Angelica Mira
d’Ercole con l’intenzione di costruirvi una fabbrica per la produzione della polvere
esplosiva “Albite”.
A questa società mancarono però i fondi necessari per realizzare il progetto e i
terreni furono ceduti alla società francese DAVEY BICKFORD & SMITH.
I primi due depositi per gli esplosivi furono costruiti nel 1913 al Campaccio e alla
cascina Tognoli nei pressi del lago e, l’anno successivo, iniziò la produzione di micce
e capsule detonanti.
Inizialmente furono impiegati 50 donne e 13 uomini.
Nel 1914 ebbe così inizio la vita di questa azienda che si è protratta fino al 1972 e
per la quale hanno lavorato diverse generazioni di tainesi.
La grande espansione della Polveriera si verificò negli anni compresi tra la prima e
la seconda guerra mondiale (1915-1945). Lo stabilimento, pressato dalle esigenze
belliche, ampliò man mano gli iniziali modesti impianti acquistando altri terreni ed
arrivò ad occupare fino 1500 addetti.
I tainesi impiegati arrivarono ad essere oltre 300. Praticamente uno o più
componenti di ogni famiglia lavorava in Polveriera.
Nel 1930 la fabbrica si estese con la costruzione di nuovi capannoni per la
produzione di fulminati, inneschi elettrici e ritardatori. In località Bruschera furono
costruiti nuovi depositi. Nel 1935 la Società Italiana Bickford si fuse in una
concentrazione di varie aziende produttrici di esplosivi che assunse il nome di
SOCIETÀ GENERALE DI ESPLOSIVI E MUNIZIONI (SGEM) con depositi e
stabilimenti in varie parti d’Italia.
Il 27 luglio di quell’anno successe l’incidente più grave subito dai lavoratori della
Polveriera. Alle ore 14.35 saltò in aria il reparto imballaggio: perirono 35 persone,
di cui 15 tainesi. Nel 1943 la società venne denominata NOBEL-SGEM a seguito
della fusione con la società S.A. Dinamite Nobel.
Dopo l’8 settembre 1943 la Polveriera fu presidiata da un comando militare tedesco
agli ordini del maggiore Rose. Vani furono i tentativi degli aerei alleati di colpire la
fabbrica, molto ben protetta dai terrapieni e nascosta dagli alberi.
Solo nel gennaio 1945 tre caccia bombardieri colpirono, facendoli esplodere, i
depositi in località Bruschera, senza causare vittime.
Nel dopoguerra la Polveriera continuò la propria attività, producendo tra l’altro
migliaia di chilometri di micce detonanti utilizzate per il traforo del Monte Bianco.
Nel 1952 la Polveriera fu acquisita dalla società MONTECATINI.
Nel 1969 a seguito della fusione della Montecatini con la società Edison la Polveriera
di Taino divenne parte del gruppo MONTEDISON e da quel momento iniziarono
profondi cambiamenti. La fabbrica non era più remunerativa e, dopo qualche vano
tentativo di trasformarne la produzione, la proprietà ne decise lo smantellamento.
A mezzanotte del 25 novembre 1972 la Polveriera fu chiusa definitivamente. Finì
così l’attività produttiva del più grande stabilimento insediatosi sul territorio di Taino
dopo circa 60 anni di attività costati ai lavoratori 39 morti ed un numero elevato
di feriti e mutilati.


LO SCOPPIO

Sabato 27 luglio 1935 alle prime ore del turno pomeridiano, esattamente alle 14,35
si verificò uno scoppio nel capannone adibito all’imballaggio dei materiali, lungo
circa 15 metri ed alto 4, ubicato in posizione eccentrica rispetto alla restante parte
dello stabilimento. La violenza dell’esplosione causò la rovina dell’intero fabbricato.
Nel reparto imballaggio lavoravano maestranze femminili coadiuvate da alcuni
uomini per i lavori più pesanti.
Immediatamente dopo l’esplosione, chiaramente avvertita anche nei paesi vicini, la
gente accorse numerosa. Giunsero subito anche i soldati del 27° Artiglieria della
Divisione Legnano attestati sulle alture circostanti per esercitazioni campali, i
carabinieri e i militi dei paesi limitrofi.
Le operazioni di soccorso durarono tutta la notte nella vana speranza di trovare
qualche superstite. La realtà si presentò più tragica del previsto. Alle prime luci
dell’alba del giorno successivo, una volta terminato lo sgombro delle macerie, si
contarono trentacinque vittime, tre uomini e trentadue donne, identificabili a fatica.
I paesi colpiti dal grave lutto furono Taino con 15 morti, Angera con 10, Sesto
Calende con 6, Besozzo con 2, Castelletto Ticino ed Ispra con uno a testa.
La più anziana fu la tainese Carolina Tonella di 48 anni, la più giovane Angela Paietta
pure di Taino di 21 anni.
Alcune famiglie furono colpite da doppio lutto. Perirono le sorelle Giuseppina ed
Irma Tollini, la prima residente a Taino e la seconda, coniugata, residente ad Angera
e le sorelle Maria e Margherita Brovelli, nubili, residenti ad Angera.
Molte ipotesi furono avanzate sulle cause dello scoppio, ma le inchieste che si
svolsero per disposizione della Questura di Varese e della Prefettura stabilirono
solo la casualità dell’incidente escludendone la dolosità.
Fu opinione dei tecnici dello stabilimento e degli operai più esperti che la
deflagrazione poteva essersi originata nei box di destra r-s in cui si svolgeva la
lavorazione più pericolosa, cioè quella di rifinitura e di avvitamento delle cariche di
rinforzo e da lì propagatasi a tutto il reparto.
La Polveriera, per quello che ha significato e per quello che i tainesi hanno pagato
in termini personali, è, e sempre rimarrà, parte integrante della memoria collettiva.

Additional Hints (No hints available.)