Terribilis est locus iste!"è scritto all'ingresso dell'edificio: Questo luogo è terribile!
Il monumento più insigne, che rappresenta Bobbio nel mondo, è senz'altro l'abbazia di San Colombano, monaco nato tra il 525 e il 530 d.C. in Irlanda, che evangelizzò vaste aree della Gallia e della Germania e fondò chiese e monasteri, tra cui quello di Bobbio, secondo una concezione ascetica non gerarchizzata, che comprendeva rigore, sacrificio, studio e cultura. L'edificio attuale fu costruito a partire dalla metà del XV secolo sulla precedente chiesa del IX secolo, di cui rimane la torre campanaria. Nelle comunità fondate dai monaci irlandesi si travasò tutto il sapere fino a quel tempo accumulato, in parte anche per proteggerlo, in parte perchè molti uomini dotti erano confluiti in esse. Preziosa fu la loro opera di raccolta, conservazione, elaborazione e trasmissione del sapere per tutto l'Alto Medioevo e anche oltre. Si narra che nel 980 la biblioteca di Bobbio annoverasse 700 codici e abbia conservato 25 dei 150 manoscritti più antichi della letteratura latina esistenti al mondo. Perfino la lingua greca che in tutta Europa andava perdendosi a quel tempo, era qui ben conosciuta in quanto erano letti dai monaci i manoscritti originali di Aristotele e Demostene.
Sulla volta della chiesa, nel presbiterio, si trovano alcuni affreschi del XVII secolo in cui il santo è ritratto mentre compie il miracolo dell'orso e del bue, che viene tramandata così: mentre si costruiva il cenobio, un orso divorò un bue e Colombano aggiogò allora l'orso al posto del bue che aveva mangiato (metafora: il male può essere ricondotto al bene). Sulla parete sinistra si vede invece Colombano combattere gli idoli e i culti pagani: con l'alito spezza il vaso usato per i sacrifici al dio Mercurio, indicando l'adorazione nell'unico e vero Dio.
Del complesso abbaziale romanico rimangono la torre campanaria, l'absidiola, uno splendido mosaico pavimentale nell'attuale cripta e la cancellata. Oggi chi visiti la chiesa di San Colombano non può vedere subito il mosaico pavimentale, che occupa una vasta porzione (circa 100 metri quadrati) perché esso è nascosto dietro una cancellata di ferro battuto, al di sotto del presbiterio. Per ammirarlo, bisogna scendere le scale laterali e lo si vedrà avvolto in una certa oscurità.
Dando le spalle al mosaico, si trova una porta a vetri che introduce nella cripta vera e propria, dove si trova il sarcofago di San Colombano, che morì a Bobbio il 23 dicembre del 615. Nella cripta diverse persone testimoniano di sentirsi pervadere da strane sensazioni e possiamo dire che è senz'altro un ambiente carico di fascino arcano, di storia, di leggende e miracoli che accompagnarono in vita Colombano. Due piccole impronte scure sul pavimento della cripta stessa, sono attribuite al diavolo che, sotto le mentite spoglie di un cane, si sarebbe introdotto in essa per trafugare il corpo del santo.
La cache è un piccolo contenitore nascosto all'esterno dell'abbazia.