C’era una volta il Castello di Montedoglio, oggi …rudere
Per molti secoli fu capoluogo di contea, toccato da primo a un ramo dei nobili di Caprese, d'Anghiari, di Galbino e Montauto, più tardi occupato dai Tarlati, poi pervenuto negli Schianteschi di Sansepolcro
Siamo in Valtiberina Toscana, esattamente nel territorio comunale di Sansepolcro. Fra le numerose attrazioni storiche che appartengono a questa valle si contano opere d'arte, monasteri, eremi e castelli di assoluto pregio. E c'è anche il rudere di quello che venne chiamato Castello di Montedoglio.
In passato si costruivano le principali strutture di "comando" nei luoghi topograficamente più elevati che si potesse raggiungere. Lo scopo, ovviamente, era quello di dominare i possedimenti sottostanti e di difendersi dai possibili invasori. Con le tecnologie moderne, possiamo solamente immaginare cosa volesse dire "costruire", trasportando pietre lungo sentieri di collina e montagna. Montedoglio sorge su rocce ofiolitiche appartenenti all'Unità Ofiolitica dei Monti Rognosi. Per la precisione, siamo in corrispondenza di peridotiti serpentinizzate, termine molto complesso che si riferisce a rocce metamorfiche, ovvero che hanno subito forti stress di pressione e temperatura. Al primo aspetto sono di color blu-verde e non favoriscono molto facilmente la vita vegetale. Le conifere sembrano adattarsi bene e infatti popolano questa parte di vallata che differisce molto dai numerosi boschi di latifoglie che si trovano lì vicino. Sempre sulle rocce ofiolitiche, situata in uno dei versanti di Montedoglio, si trova un'area di cava ormai dismessa che appunto vedeva l'estrazione della scura roccia, lì presente. L'aver edificato su queste rupi rende il tutto più affascinante e manifesta uno stretto legame con l'ambiente naturale.
"MONTE D'OGLIO, MONTEDOGLIO, già MONTE D'ORO (Mons Auri) nella Val Tiberina. - Castello con chiesa parrocchiale (San Martino), filiale della pieve di Micciano, nella Comunità Giurisdizione e circa 4 miglia toscane a ponente-maestrale di Sansepolcro, testé d'Anghiari, Diocesi e Compartimento di Arezzo. La rocca situata sul poggio di Montedoglio fu denominata Castiglione di Fatalbecco; ne sia improbabile che, dall'aspetto metallico color di bronzo del gabbro diallagico, esistente in questo poggio sulla sinistra del Tevere, fosse dato al medesimo il nome di Monte d'Oro. È certo, peraltro, che per molti secoli Montedoglio fu capoluogo di contea, toccato da primo a un ramo dei nobili di Caprese, d'Anghiari, di Galbino e Montauto, più tardi occupato dai Tarlati, poi pervenuto negli Schianteschi di Sansepolcro, finché all'estinzione di questi ultimi il Castello di Montedoglio con il suo distretto fu riunito al Granducato. Uno dei più antichi dinasti di Montedoglio fu quel Ranieri di Galbino di Montedoglio del secolo XI, indicato agli Articolo Anghiari Caprese Michelangelo e Micciano di Val Tiberina. Gli ultimi signori della prima stirpe dei dinasti di Montedoglio sembra che fossero i conti Pier Noferi, figlio di Giovanni del C. Giovacchino e Prinzivalle, nato dal C. Guido; il primo de' quali nel 1423, per testamento del conte Giovacchino di lui avo, fu lasciato erede della contea di Montedoglio insieme con l'intero pregnante di Lisabetta restata vedova del G. Giovanni figliuolo del testatore, con che i nominati eredi fossero stati sotto la tutela della Rep. fior. - (AMMIR. loc. cit. Lib. XVI)."
Il castello è stato distrutto durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti inglesi, per colpire una postazione militare tedesca che vi si era insediata. Sorgeva su di un poggio sulla parte sinistra della valle del Tevere, oggi occupata dal Lago di Montedoglio.
Purtroppo la struttura non la si può ammirare per intero, perché - in seguito a danneggiamenti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale - la maggior parte delle sue componenti è stata rasa al suolo. Rimane in piedi una parte di torre, che ancora sovrasta quello che attualmente è l'invaso artificiale di Montedoglio.
Da Gragnano, frazione del comune di Sansepolcro, si raggiunge la località San Martino e si prosegue fino all’inizio della strada serrata lungo la costa del lago, dove si trova un comodo parcheggio (Waypoint). Da qui si sale a piedi fino alla sommità del Poggio di Montedoglio che, oltre alle rovine del castello, offre una incantevole vista sul Lago e sulla Valtiberina.
Sull’angolo destro del parcheggio guardando a monte, inizia un sentiero in salita ben visibile che dopo circa 200 metri sbuca direttamente sulla strada originaria di accesso all'edificio storico, nascosto fra gli alberi, si inerpica sulla collina caratterizzato dalle pietre ofiolitiche incastonate qua e là (20/25 minuti di camminata comoda). Dopo avere trovato la cache, fatevi due passi fra i ruderi, stando attenti a dove mettete i piedi, e immaginatevi liberamente come era fatto il castello.
Once upon a time the Montedoglio Castle, now a ruin ... For many centuries it was the county seat, touched first in a branch of the noble Caprese, of Anghiari, Galbino and Montauto, later occupied by Tarlati, then arrived in Schianteschi Sansepolcro We are in the Upper Tiber Valley, exactly in the municipality of Sansepolcro. Among the many historical attractions that belong to this valley there are works of art, monasteries, hermitages and castles of absolute value. And there is also the ruin of what was called Montedoglio Castle. In the past they built the main structure of "command" in the topographically higher places you could reach. The purpose, of course, was to dominate the underlying possessions and defend against possible invaders. With modern technology, we can only imagine what it meant to "build", carrying stones along hilly trails and mountains. Montedoglio lies on the ophiolitic rocks belonging to the Unity of the ophiolite Rognosi Monti. To be precise, we are in correspondence serpentinized peridotite, very complex term that refers to metamorphic rocks, or who have suffered strong pressure stress and temperature. The first aspect are blue-green and not very easily encourage plant life color. Conifers appear to adapt well and in fact this part of the valley that differs much from the many deciduous forests that are located nearby. Always on the ophiolitic rocks, situated in one of Montedoglio sides, is now an area of disused quarry that just saw the extraction of dark rock, there present. Having built on these cliffs makes it more fascinating and manifests a close link with the natural environment. "MONTE D'OGLIO, Montedoglio already MONTE D'ORO (Mons Auri) in Val Tiberina. - Castle with parish church (St. Martin), a subsidiary of Micciano parish church, in the Community Jurisdiction and about four miles to the west Tuscan-Mistral Sansepolcro, just now of Anghiari, and compartment Diocese of Arezzo. the fortress located on the hill of Castiglione di Fatalbecco Montedoglio was called; it is unlikely that metallic-bronze color of the gabbro diallagico, existing in this hill on the left of the Tiber , was given the same name of the Golden Mount. it is certain, however, that for many centuries was Montedoglio county seat, he touched first in a branch of the noble Caprese, of Anghiari, Galbino and Montauto, later occupied by Tarlati, then arrived in Schianteschi of Sansepolcro, until the extinction of the latter the Montedoglio Castle with its district was gathered to the Grand Duchy. One of the oldest dynasties Montedoglio was that Ranieri Galbino Montedoglio the century XI, indicated to Article Micciano Anghiari Caprese Michelangelo and the Tiber Valley. The last lords of the first race of Montedoglio dynasts were apparently the Pier Noferi accounts, son of John C. Joachim and Prinzivalle, born from C. Guido; the first de 'such as in 1423, by will of Count Joachim of his grandfather, he was left heir to the county of Montedoglio along with the entire pregnant with Elizabeth, remained widow of John G. son of the testator, with the appointed heirs were under the protection of Rep. fior. - (They admire. Loc. Cit. Lib. XVI.) " The castle was destroyed during WWII by British bombing to hit a German military post that had settled there. It stood on a hill on the left side of the Tiber valley, now occupied by Lake Montedoglio. Unfortunately the hotel does not it can be seen in full, because - as a result of damage from the Second World War - the majority of its components has been razed to the ground. It stands a part of the tower, which still dominates what is currently the artificial reservoir Montedoglio. From Gragnano, in the municipality of Sansepolcro, you reach the village of San Martino and continue until the beginning of the lock-way along the coast of the lake, where there is a convenient parking (Waypoint). From here it climbs on foot to the summit of Poggio Montedoglio that in addition to the castle ruins, offers enchanting views of the lake and the Tiber Valley. Right on the corner of the parking lot looking at the mountain, begins in a very visible uphill path that emerges after about 200 meters directly on the original access road to the historic building, hidden among the trees, climbs the hill characterized by ophiolitic stones set here and there (20-25 minutes leisurely walk). After finding the cache, do yourself a stone's throw from the ruins, being careful where you put your feet, and imagine freely as it had done the castle.