Antico luogo di culto e meta di pellegrinaggi, la prima notizia storica ci viene dalla Visita pastorale nel 1488 nella quale il Vescovo Barozzi vietò che si celebrasse la S. Messa per la precarietà dell’edificio, che fu profanato e diventò ricovero per gli animali.
Nel 1658 furono fatti alcuni restauri e altri anche nel 1706 dall’eremita fra Giuseppe Pilla che preparò poi la sua tomba sepolcrale, ben visibile all’ingresso del portale della chiesa. Nel 1864 fu iniziato l’attuale Coro per merito del cappellano Buso; dopo solo un anno ci fu l’inaugurazione con l’aggiunta del campanile a torretta con la campana, che fu risparmiata dalla guerra e che ancora sentiamo suonare. Dal 1866 risale l’uso della benedizione dell’acqua con la reliquia di S. Alberto. Nel 1932 il Coro fu decorato e fu rifatto il muro di cinta.
Vicino alla chiesa c’è la casa degli eremiti, che dopo i lavori di restauro è meta di continui soggiorni.