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Imbersago - La Filanda Multi-Cache

Hidden : 1/11/2017
Difficulty:
2.5 out of 5
Terrain:
2 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:

Una serie di cache che si vanno ad aggiungere a quelle già presenti al Santuario della Madonna del Bosco ed al Traghetto di Leonardo, per conoscere meglio questo bel paesino situato nel Meratese, zona della Brianza in provincia di Lecco.
Disteso su un territorio collinare, Imbersago è un bel esempio di Brianza e di Prealpi Lombarde, immerso com’è nel verde di campi e boschi ben tenuti, bagnato dall’Adda ed a Nord come sfondo permanente il Resegone.


Il paese ha una vocazione turistica da lunga data ed è molto conosciuto in tutta la Brianza e nel bergamasco, ma non solo. Negli weekend si anima di visitatori diretti al Santuario della Madonna del Bosco (già frequentato da Giovanni XXIII), alla panoramica alzaia che costeggia l’Adda (ora pista ciclo-pedonale), al “Traghetto di Leonardo” (così detto perché appare in un suo disegno) ed al mercatino dell’antiquariato (terza domenica del mese da Marzo a Novembre).


La Filanda


In Lombardia la funzione della gelsi e bachi coltura ha antichissime origini se si pensa che già dal XV secolo l’impianto dei gelsi in tutta la regione era stato fortemente voluto da Ludovico Sforza detto appunto il “Moro” dal termine volgare del gelso. La Filanda rappresentava l’ultima delle fasi tra il lavoro agricolo e la manifattura e ve ne erano numerose, distribuite in un po’ tutta la Brianza e nella Bassa Bergamasca.
L’edificio che si trova al termine della discesa in ingresso ad Imbersago venendo da Merate era un tempo una filanda. Ora è completamente ristrutturato ma ha mantenuto la facciata con le caratteristiche primitive. Rimane a testimonianza dell’antica funzione anche l’alta ciminiera in cotto.


Il lavoro svolto di bachicoltura era per lo più svolto in cascina: cominciava con l’acquisto delle uova di baco in maggio, in concomitanza della festa della Madonna del Bosco, proseguiva con l’allevamento delle larve a cui erano fornite le foglie di gelso, fino alla formazione del bozzolo; questo infine veniva raccolto e portato alla filanda dove, attraverso l’immersione in caldaie di acqua bollente, il filo veniva svolto e posto sulle rocche.
Testimonianza di grande operosità e fatica è questo luogo che ha visto intere generazioni di donne impiegate, anche in tenerissima età, in un lavoro difficile e pericoloso per l’uso dell’acqua bollente: l’estrarre senza rompere il “capo” del filo del bozzolo dalle grandi caldaie fumanti era compiuto a mani nude in un’atmosfera caldo-umida aggravata dal fetore delle farfalle in decomposizione contenute nei bozzoli.



La Fontana - Lavatoio Garavesa


Di fronte alla filanda si trova un bel lavatoio (detto anche “la Fontana”) che meriterebbe una propria cache, ma è situata troppo vicino alla filanda, da qui l'idea di una multi per vedere con calma tutta la zona.
L’aspetto architettonico di questo antico lavatoio costruito nel XIX secolo ci rimanda, al di là dell’eleganza, alla sua peculiarità nello svolgimento della vita comunitaria.


Prendendo l’acqua dalle sorgenti sulla sponda destra della roggia Ruschetta, questo manufatto risultava essere elemento di “decoro” e di modernità rispetto all’uso più naturale dell’acqua della roggia stessa nelle funzioni più elementari della vita quotidiana.
Alla fontana si attingeva l’acqua per tutti gli usi domestici, nelle vasche ben ordinate venivano lavati i panni: in tempi in cui non vi era l’acqua distribuita nelle case, questo era quindi un luogo di incontro e di relazione interpersonale.
La forma rettangolare delle vasche, nelle quali l’acqua scorreva con le lastre di “molera” inclinata ad uso delle “lavandaie”, poneva le donne l’una di fronte all’altra, così che, anche nel lavoro, potessero dialogare tra loro. Verso la strada è notevole la foggia della vasca tonda con il getto di acqua potabile posta dal Comune a ristoro del viandante.
I corridoi laterali e le vasche sono coperte da un tetto a capanna in legno e coppi sorretto, sui due lati lunghi, da quattro colonne tuscaniche in granito. Dopo alcuni anni di abbandono questo lavatoio è stato riportato agli “antichi splendori” nell’anno 1997 con un restauro assistito dalla Sovrintendenza ai monumenti della Regione Lombardia.

Per maggiori informazioni: http://www.comune.imbersago.lc.it


La multicache:


La multicache vi permetterà di vedere da più angolature la filanda, il lavatoio e la vicina cascina Garavesa. Le coordinate indicate nel listing coincidono con il primo step.
Per trovare le coordinate del final dovrete visitare anche gli altri punti e ricavare le informazioni necessarie per il calcolo. In caso di dubbio è possibile verificare le coordinate con Geocheck.

  • Punto 1: Numero civico dell'ingresso del condominio = A
  • Punto 2: Peso massimo consentito per accesso (in quintali) = B
  • Punto 3: Numero civico abitazioni (quello posto sulla sinistra della scaletta) = C
Le coordinate del final sono:

N 45° 42.[ A*C + 6*B + 2 ] - E 9° 26.[ A*B + 6*C ]


Alle coordinate del final troverete un contenitore magnetico con logbook e matita.
E’ posto in posizione abbastanza protetta, ma deve essere ben chiuso.
Siate un Geocacher responsabile. Lasciate tutto (non solo la cache) come avete trovato.





Additional Hints (Decrypt)

Irevsvpngr pba Trbpurx

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)