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La Battaglia di Dego
Nel pomeriggio del 12 aprile 1796 il generale La Harpe con i suoi uomini insegue gli austriaci in rotta per spingerli oltre Pontinvrea e nel contempo perlustra il campo di battaglia per recuperare armi, munizioni e vestiario.Massena viene inviato a Cairo (itinerario: Moglie dell’amore, costiera del Cianlazz, Cianlazz, Brunenga, Praellera).
A Praellera i francesi seguono tre strade per arrivare a Cairo:
La prima è quella della Madonna del Bosco,
la seconda passa dalla Funga e scende alla Vesima,
la terza passa dal bricco della croce e scende a Ponterotto-Rocca Pertusata
Menard invece scende a Ferrania e raggiunge Carcare per organizzare il nuovo quartier generale (nella piazza della farmacia, nell’appartamento sopra la stessa farmacia); deve proteggere anche l’arrivo di Joubert e Augereau attardati dalla neve sul Melogno.
Due ore prima del tramonto gli esploratori francesi sono a Santa Lucia sopra Rocchetta da dove scacciano 42 ussari (si tratta di una cappella sulla strada che porta alle moglie dei Rossi. Poche centinaia di metri dopo la casa rosa esattamente sopra la galleria di Rocchetta.
Il resto dei francesi giunge in ordine sparso nella notte tra il 12 e il 13 aprile.
Gli accampamenti saranno posti
Intorno alla Fabbrica, cascina che verrà demolita per costruire villa de Mari
Alla Vesima presso la cappella (ora scomparsa) di San Francesco di Sales
Alla rocca Pertusata (sotto la ex fermata dell’autobus dopo la casa Rossa).
Il generale La Harpe bivacca a Montenotte superiore e arriva a Cairo nella mattinata del 13 aprile tra le 11 e mezzogiorno.
Il 13 aprile Massena non ha a disposizione forze sufficienti per attaccare Dego: il grosso delle truppe é impegnato a Cosseria. Così, tra le due e le quattro del pomeriggio, compie una ricognizione intorno a Dego per saggiare la posizione e la consistenza degli Austriaci.
Colloca due cannoni al Colletto e fa sparare alcuni colpi per indurre il nemico a rispondere al fuoco e svelare la posizione della loro artiglieria.
Tiragliatore della vecchia guardia
Intanto una mezza brigata entra in Vermenano e i suoi tiragliatori salgono a costa Lupara e al bric di santa Lucia (di fronte al castello) seguendo un comodo sentiero nascosta alla vista degli austriaci e ancor oggi esistente.
A destra dello schieramento francese il generale Rondeau con l’avanguardia risale la costa del monte e scende nel rio Polovero tra il muraglione e la casa di Pian Martina; risale il crinale del bric Casteirolo e raggiunge i Girini passando per il casali di Massalupo (a fianco di Costalupara), della Nicolina e d Prestaldi.
A sinistra la colonna del generale Cervoni tenta di guadare il Bormida tra Vermenano e la foce del Pollovero, ma deve rinunciare (secondo alcuni storici questo tentativo è avvenuto più a monte nella zona dello sbarramento del mulino dove i contrafforti del Colletto finiscono nel fiume).
In realtà Cervoni invia solo alcune pattuglie a Supervia, passando dal ponte di Rocchetta.
I Magliani costituivano il centro della linea difensiva austriaca. Dal lato della Bormida vi era la ridotta del bric Casan (perimetro visibile tra l’erba) e le postazioni del bric Rosso.
Dal lato opposto vi era una seconda ridotta sul bric Gerolo (oggi bric Ridotta - visibile il contrafforte nord): questa linea difensiva terminava al bric della Sella.
Davanti e poco sotto i Magliani una seconda linea si snodava dal castello sino alla Costa. Nello spazio tra le due linee.
L’artiglieria era collocata al riparo di semplici rialzi di terra.
Nove cannoni sulla linea di cresta
Tre cannoni a fianco della ridotta Casan (subito a ovest dei Magliani) per proteggere il bric Rosso e la pianura sottostante, da san Rocco alla Madonna della Pieve.
Due cannoni sul bric dei Magliani o bric Gerolo (oggi bric Ridotta) puntati sul bric santa Lucia.
Due cannoni al bric del Groppo : uno tiene sotto tiro la strada per Spigno e l’altro quella per la Costa
Un cannone al bric del Poggio e un altro al bric della Sella tengono sotto tiro incrociato la strada dei Girini
Nove cannoni sotto la cresta tra,le due linee difensive:
un cannone a ovest del tornante tra la Costa e i Magliani
due cannoni sotto la costa il cui tiro sfiora i tetti dei Pilotti
due cannoni sulla strada tra la Costa e il bric del Poggio nel punto in cui la strada sbuca in cresta a est del monte Gerolo
Tre cannoni davanti alla Cascinazza che tengono sotto tiro il bric Santa Lucia e la foce del Polovero.
Un cannone dalla finestra della casa Bertone nel tornante della salita al castello
E’ solo dopo la resa di Cosseria (14 aprile) che Napoleone può schierare i quasi diecimila uomini delle divisioni Massena e La Harpe.
Una colonna guidata dal generale Lasalcette raggiunge i Girini seguendo l’itinerario del giorno precedente attraverso Massalupo Nicolina e Prestaldi:
Verso l’una del pomeriggio ha raggiunto il bric Sodan e l’avanguardia di Rondeau, spintasi sino al bric del Caret, scaccia una colonna austriaca proveniente da Squaneto. Nella fuga precipitosa verso i Cheilini vengono coinvolti altri due battaglioni mandati da d’Argenteau in aiuto di Dego. (curiosità: il caporale Orangier e il soldato Annebelle strappano una bandiera ciascuno al nemico il comandante di battaglione Zwister viene ferito)
Intanto il resto della colonna di Lasalcette scaccia il nemico dal bric Sella prima e dal bric del Poggio subito dopo e si attesta sotto il monte Girolo (oggi bric Ridotta)
Lì giunge anche la colonna di Massena che aveva occupato Vermenano, Costalupara e il bric di Santa Lucia (dove aveva collocato due piccoli cannoni puntati contro il castello): alle tre del pomeriggio Massena risale le pendici del castello, mette in fuga i difensori, supera il monticello chiamato bric Marco , supera i casolari della Costa catturando 600 prigionieri
Un’ora prima del tramonto le due colonne risalgono le pendici del monte Gerolo e scacciano gli austriaci verso i Magliani dove stavano confluendo gli austro piemontesi pressati dalla colonna di La Harpe.
Questo generale aveva passato la Bormida sul ponte di Rocchetta: un battaglione aveva messo in batteria tre cannoni presso il casale Bormida (dintorni dell’attuale comune) che tenendo sotto tiro il Castello avevano facilitato l’avanzata di Massena verso la Costa.
Altri due battaglioni, passati da Supervia, (dove piazzano altri tre cannoni) avevano guadato la Bormida presso prà Marenco e si erano riorganizzati presso San Rocco sulla sponda destra.
La Harpe forma tre colonne con i generali Boyer a sinistra, Cervoni al centro e Causse a destra.
Causse occupa Villa del Piano senza neppure sparare
Cervoni sloggia il nemico dalla trincea del Bric Rosso
La colonna di Boyer resta defilata, ma era a stretto contatto con Cervoni.
Più tardi colpirà duramente gli Austriaci in fuga nella valle del rio Cascinelle.
Queste truppe si riuniscono e assaltano la ridotta di bric Casan che viene abbandonata dai difensori: così tra le poche case dei Magliani confluisce tutto lo schieramento austriaco che tenta di raggiungere la strada per Spigno e si ingolfa nella valle dietro i Magliani (rio Cascinelle)dove sono colti d’infilata dal fuoco del generale Rondeau appostato nella zona del bric Caret, dalla colonna Boyer sull’altro lato della valletta e infine dalla cavalleria che era dietro e a sinistra della colonna Boyer.

Nella stessa serata la divisione La Harpe è spostata a Cairo per poi dirigersi contro i piemontesi a Montezemolo la divisione di Massena è incaricata di presidiare Dego.
Ma nella notte i soldati stanchi e affamati saccheggiano il paese e le cascine circostanti.
La mattina seguente, verso le sette, una colonna austriaca guidata da Wukassovich piomba sui francesi ubriachi e addormentati e in poche ore li scaccia da Dego.
Alle 10 Massena (che secondo la leggenda si era fatto sorprendere nel letto di una compiacente contadinotta)raccoglie i fuggiaschi e, con l’aiuto di La Harpe non ancora partito da Cairo, organizza la controffensiva.
La Harpe a sinistra raggiunge il casale di Bormida e rimette in batteria i tre cannoni neutralizzati il giorno prima dagli austriaci: ciò consente a Massena di rioccupare il castello e la Costa.
Come il giorno precedente La Harpe guada il fiume e ricompone le sue colonne: ma questa volta il generale Causse anticipa l’attacco alla ridotta Casan e viene ferito a morte: le sue truppe sono ricacciate nella piana. Fortunatamente Cervoni, che teneva saldamente il bric Rosso, corre in aiuto, riprende Villa del Piano e libera il capo brigata Laffond di 70 anni catturato nello scontro precedente.
Tuttavia gli austriaci resistono nella ridotta Casan e ai Magliani dove Massena, nonostante tre vigorosi assalti è sempre ricacciato alla Costa.
Verso le quattro del pomeriggio i francesi sono schierati lungo una linea che collega tetto Rizzo casa Sicco e la Costa. Anche i Pilotti sono stati fortificati.
Solo quando entra in scena Menard che con parte delle truppe cerca di ripetere la manovra di aggiramento passando dal bric Caret e con le restanti converge sui Magliani, solo allora gli austriaci abbandonano il bric della Sella e del Poggio.
Contemporaneamente Massena, col rinforzo di truppe provenienti da Santa Giulia, esce allo scoperto e ed espugna i Magliani coi trinceramenti del Groppo e di monte Gerolo. Gli austriaci fuggono un’altra volta lungo il rio Cascinelle e lungo ls direttice Tosi Cotti bric del Caret.

Continua....