
L’impianto spaziale della villa prevedeva una chiara articolazione gerarchica dei corpi di fabbrica intorno ad una corte, che destinava al corpo centrale l’abitazione padronale. Oggi si conservano il corpo centrale e solo una delle due ali non ancora ristrutturata. E’ comunque ben visibile l’asse prospettico che privilegia la progressione tra il cancello di ingresso, la corte, il corpo di fabbrica centrale con il suo portico e il salone d’onore che a sua volta il collega la parte frontale della villa con il giardino retrostante.
Note storiche
Nel 1500 si hanno le prime notizie di un nucleo di “case da nobili” di proprietà di Alessandro Cremona. Nel 1610 detta proprietà fu acquistata dalla famiglia Besozzi la quale iniziò l’opera di trasformazione ed acquistò alcune proprietà confinanti del Beneficio Parrocchiale.
La famiglia Besozzi cedette il Palazzo ai Sig.ri Bianconi nel 1746.
Nel 1795 la famiglia Bianconi fallì e si vide quindi costretta ad alienare il Palazzo al Conte Leonardo Calderari che in seguito lo cedette al figlio Giulio il quale, dal 1819 al 1846,operò profonde trasformazioni dalla facciata alla volta del salone,al rifacimento del salone superiore.
Quando Giulio Caderara morì, la proprietà passò al fratello Carlo Calderara il quale,con testamento dell’agosto 1852, nominò suo erede universale l’Ospedale Maggiore di Milano.
Quando nel 1860 l’Ospedale Maggiore entrò in possesso del palazzo,lo svuotò di tutti i suoi averi per mezzo d’asta.
Nel 1912 la Sovrintendenza ai monumenti pose un vincolo di tutela che il proprietario rifiutò in quanto non poteva accollarsi gli oneri di manutenzione del bene.
Dopo anni di incuria nel 1986 arrivò finalmente la svolta; l’Ospedale Maggiore comunicò la sua disponibilità a cedere il Palazzo al Comune di Vanzago.
Il 29 novembre 1989 l’Ospedale Maggiore vendette il palazzo all’Impresa Garavaglia, la quale fu obbligata poi a cederlo al Comune di Vanzago.
Nel 1991 è stato acquisito in via definitiva.
La cache
E' una nano ben nascosta nei pressi del Palazzo: buona caccia!