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Mogno - Chiesa di San Giovanni Battista Traditional Cache

Hidden : 6/15/2017
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


Un paesino di montagna noto per via di una valanga e, soprattutto, per una chiesa.

Ein kleines Bergdorf, das durch eine Lawine und, hauptsächlich, durch eine Kirche bekannt wurde.
 

Italiano

1. Introduzione

Alle ore 7.15 del 25 aprile 1986 una valanga si abbatte su Mogno, in Vallemaggia, e distrugge la seicentesca chiesetta di San Giovanni Battista. Viene costituito un comitato per la sua ricostruzione e l’incarico è conferito all’architetto Mario Botta. Numerose polemiche accompagnano il progetto e la realizzazione della nuova chiesa. Ciò nonostante a Mogno Botta ha edificato una delle sue opere più importanti. La chiesa che vediamo oggi è una risposta che sottolinea “la positività del costruire come espressione della fatica dell’uomo” di fronte alla forza devastatrice della natura, afferma Botta.

I lavori iniziarono nel 1992 e si protrassero per 4 anni. La nuova chiesa sorge sullo stesso luogo della precedente e ha il medesimo orientamento. La sua altezza (17 metri) corrisponde a quella dell’antico campanile. Il sagrato sostituisce l’area del cimitero. L’ossario è stato ricostruito esattamente nella posizione precedente. Le due campane, che portano la data del 1746, sono gli unici elementi recuperati dalla chiesetta spazzata via dalla valanga.

L’immagine della rovina, legata alla massa nevosa che distrusse l’antico monumento e parte del villaggio, “riaffiora nel deciso taglio inclinato delle pareti perimetrali – spiega Mario Botta – che comprimono lo spazio interno e lo costringono a dilatarsi verso il cielo attraverso il tetto-lucernario. Il sottile dualismo tra la possenza del costruito e la levità della copertura, del tutto inedita rispetto alla consistenza del tradizionale tetto in piode della precedente costruzione, testimonia l’anelito alla sopravvivenza del manufatto”.

La pianta dell’edificio descrive un rettangolo di base iscritto in un’ellisse che si trasforma in cerchio in corrispondenza della copertura. “L’esiguità del dimensionamento – spiega ancora l’architetto – viene riscattata dalla sintesi geometrica tra le figure del rettangolo, dell’ellisse e del cerchio con tutta una serie di significati simbolici tra cui l’ascesa dalla dimensione umana, rappresentata nello spazio regolare del basamento, alla perfezione divina suggerita dalla copertura circolare”.

I muri della chiesa hanno uno spessore di 2 metri alla base e degradano fino a 50 centimetri alla sommità. “La tecnica di costruzione – spiega sempre Botta – si rifà alla tradizione, evidenziando un uso della pietra non come rivestimento, ma con valenze strutturali denunciate nella scoperta del ricostruire ‘a secco’, vale a dire mediante blocchi con un’intercapedine riempita di calcestruzzo”. Le pietre utilizzate provengono dalla Vallemaggia: lo gneiss, detto anche beola, è stato estratto dalla cava di Riveo, mentre il marmo proviene dalla cava Cristallina in Valle di Peccia.

ticinotopten.ch

2. A proposito del cache

Partendo dal posteggio indicato, il cache è raggiungibile in una decina di minuti passando nelle vicinanze della chiesetta. Nel cache c'è posto per dei GC o piccoli TB.

3. Informazioni supplementari

  • Mogno è raggiungibile con mezzi pubblici, via Bignasco, partendo da Locarno.
  • Per chi vuole saperne di più sulla chiesa di Mogno può dare un'occhiata a questo sito o scaricare il relativo prospetto.

Auguriamo a tutti una piacevole passeggiata e buona fortuna nella ricerca!


Deutsch

1. Einleitung

Am 25. April 1986, morgens um 7.15 Uhr, geht in Mogno im Maggiatal eine Lawine nieder und zerstört die kleine Kirche des Johannes der Täufer aus dem 17. Jahrhundert. Es wird sofort ein Komitee zum Wiederaufbau der Kirche einberufen und Architekt Mario Botta der entsprechende Auftrag erteilt. Das Projekt und seine Realisierung werden von zahlreichen Polemiken begleitet. Trotzdem konnte Architekt Botta hier eines seiner wichtigsten Werke schaffen. Die Kirche die wir heute sehen ist eine Antwort „die den positiven Charakter des menschlichen Bemühens zum Wiederaufbau“ unterstreicht indem man der zerstörerischen Natur entgegentritt, wie Botta sagt.

Die Arbeiten begannen 1992 und dauerten 4 Jahre. Die neue Kirche steht auf dem selben Platz wie die alte und hat dieselbe Ausrichtung. Die Höhe (17 m) entspricht der des alten Glockenturms. Der Vorplatz ersetzt die Fläche des Friedhofs. Das Ossarium wurde exakt an der früheren Stelle wieder errichtet. Die beiden Glocken, die das Jahresdatum 1746 tragen, sind die einzigen Elemente die von der zerstörten Kirche gerettet werden konnten.

Das Bild der Ruine, in Erinnerung an die Schneemasse, die das antike Gebäude und Teil des Dorfes zerstörte, „wird vom klaren Schrägschnitt der Umfassungsmauern nachgestellt – wie Botta erklärt – was den Innenraum drückt und zwingt, sich himmelwärts in die Höhe durch das Glasdach aufzuschwingen. Der subtile Gegensatz zwischen der Leichtigkeit des Glasdaches – eine völlig ungewohnte Dachdeckung im Vergleich zur Schwere der traditionellen Steinplatten – verbildlicht den Willen zur dauerhaften Erhaltung des Bauwerks“.

Der Grundriss besteht aus einem in einer Ellipse eingefügten Rechteck, das auf Dachhöhe in einen perfekten Kreis eingeht. „Die geringfügigen Ausmasse – erklärt wieder der Architekt – wird durch die geometrische Synthese zwischen den Figuren des Rechtecks mit der Ellipse und dem Kreis ausgeglichen, mit einer Reihe von Wertsymbolen, darunter der Entwicklung aus der menschlichen Dimension, dargestellt im regulären Raum der Grundfläche und in der göttlichen Vollendung, dargestellt von der kreisförmigen Abdeckung“.

Die Dicke der Mauern misst an der Basis 2 m und verjüngt sich nach oben bis zu 50 cm. „Die Bautechnik – erklärt wiederum Botta – orientiert sich an der Tradition, mit der Verwendung der Steine zur Verschalung, aber mit der strukturellen Valenz, zur Trockenmauer zurückzugreifen, d.h. Blöcke ineinanderzufügen und die Zwischenräume mit Beton auszufüllen“. Die verwendeten Steine stammen aus dem Maggiatal; der Gneis, auch beola genannt, aus dem Steinbruch von Riveo, der Marmor hingegen aus dem Tagbau Cristallina im Pecciatal.

ticinotopten.ch

2. Zum Cache

Wenn man vom angegebenen Parkplatz loszieht ist der Cache in etwa zehn Minuten erreichbar, in dem man zuerst bis zur Kirche wandert. Im Cache hat es Platz für GC's oder kleine TB's.

3. Zusätzliche Informationen-

  1. Mogno ist mit öffentiche Verkehrsamitteln von Locarno, via Bignasco, gut zu erreichen.
  2. Wer mehr über die Kirche von Mogno erfahren möchte, kann hier ein Faltprospekt herunter laden.

Wir wünschen einen schönen Spaziergang und ein erfolgreiches Suchen!

FTF, 18.06.2017, Kingoffail

Additional Hints (Decrypt)

[ITA] Fbggb han cvrgen, n zbagr qry cbagvpryyb. [DEU] Hagre rvarz Fgrva, oretfrvgf qre xyrvara Oeüpxr.

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)