A dimostrazione del suo interesse per la tecnologia dei mulini e della regimazione delle acque (dal Codice Atlantico del 1506-1507 circa) Leonardo disegnò una pianta - accompagnata da alcuni appunti - del «molino della doccia di vinci», allora esistente in località Doccia all'estremo nord del paese
“se la infima parte dell’argine, traversalmente opposto al corso delle acque, sarà fatta in potenti e larghi gradi, a uso di scala, l’acque […] non potran più disciender con colpo di troppa valitudine”
“Adunque, non sia fatto, ne’ fiumi, lochi, donde, l’acque abbiano a cadere, se non in figura di gradi di scale, bene incastrate insieme” .
Raggiungibile dal sentiero Verde, il sentiero che collega Vinci alla Casa Natale di Leonardo, oggi è nuovamente possibile ammirare quest'opera a lungo dimenticata. Si tratta proprio della pescaia del "Mulino della Doccia", o meglio della presa che deviava le acque del Rio Quercetelle per condurle al mulino attraverso un canale lungo più di 700 metri. È una costruzione affascinante, facilmente raggiungibile e inserita in un contesto incantevole, realizzata mediante un piccolo sbarramento in pietre squadrate posizionate a gradoni come fosse una larga scala. Per raggiungerla dalla Strada Verde, nei pressi del serbatoio dell’acquedotto e del tabernacolo di Troscia, bisogna prendere lo stradello che scende al rio. Esiste comunque una freccia segnaletica per non sbagliare.

Due le considerazioni che rendono questo luogo ancora più interessante. La prima è che l’opera indirizzando le acque verso Vinci costituiva, forse ancor prima della edificazione del Mulino, l’alimentazione del Rio Castellano, il canale che come un vero e proprio acquedotto giungeva fin sotto le mura per rifornire il borgo. Mettendo in relazione quindi il Rio Castellano con l’opera riscoperta (è evidente che il primo non poteva esistere senza la seconda) è possibile datare con certezza la pescaia almeno al 1418, perché negli statuti del Comune di quell’anno troviamo nominato, forse per la prima volta, il Rio Castellano. Non è da escludere però che l’opera risalga a tempi ancor più remoti e si può azzardare che sia stata concepita nel contesto della costruzione di Vinci, come mezzo di approvvigionamento d’acqua, bene primario per lo sviluppo del primo nucleo cittadino.
La seconda considerazione è legata a Leonardo. Nella sua immensa opera, il genio anche in questo luogo (vicino alla sua casa natale) ha studiato e analizzato in maniera approfondita i getti, le percussioni e i moti delle acque. Il Codice Leicester è il testo più importante per questi temi e proprio qui vengono illustrate queste particolari “scale d’acqua” come efficaci meccanismi per diminuire gli effetti erosivi delle acque a valle delle pescaie:
"Dove l'acqua darà maggior percussione
farà maggior nocimento nel suo obbietto;
e però li gradi delle scale si confermano esser perfetti..."
English version
As proof of his interest in the technology of mills and water regulation (from the Atlantic Code of about 1506-1507) Leonardo drew a plant - accompanied by some notes - of the "molino della doccia di vinci", then existing in the locality of Doccia all extreme north of the country.
Reachable from the Verde trail, the path that connects Vinci to Leonardo's birthplace, today it is once again possible to see this long-forgotten work. This is precisely the water intake of the "Mulino della Doccia", or rather the outlet that diverted the waters of the Rio Quercetelle to lead them to the mill through a canal more than 700 meters long. It is a beautiful building, easily reachable and inserted in an enchanting setting, realized by means of a small block in squared stones positioned in steps like a large staircase. To reach it from the Green Road, near the aqueduct reservoir and the Troscia tabernacle, you must take the small road that goes down to the stream. However, there is a signpost to avoid mistakes.
Two considerations make this place even more interesting. The first is that the work by directing the waters towards Vinci constituted, perhaps even before the building of the mill, the feeding of the Rio Castellano, the channel that, like a real aqueduct, reached the walls to supply the village. By linking the Rio Castellano with the rediscovered work (it is obvious that the first could not exist without the second) it is possible to date with certainty the fishing at least to 1418, because in the statutes of the Municipality of that year we find named, perhaps for the first time, the Rio Castellano. However, it can not be ruled out that the work dates back to even earlier times and it is possible to venture that it was conceived in the context of the construction of Vinci, as a means of water supply, a primary asset for the development of the first city nucleus.
The second consideration is related to Leonardo. In his immense work, the genius also in this place (near his birthplace) has studied and analyzed in depth the jets, the percussions and the motions of the waters. The Leicester Code is the most important text for these issues and here are illustrated these particular "water scales" as effective mechanisms to decrease the erosive effects of the waters downstream of the peaches.
Fonte: www.montalbanodomani.org