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Italiano
1. Introduzione

Il biscione fa da oltre 800 anni bella mostra di se nello stemma di Bellinzona.
Lo stemma araldico di Bellinzona è legato a doppio filo alla dominazione milanese: alla Città di S. Ambrogio deve infatti il biscione visconteo a sette spire che la rappresenta. Secondo gli storici, l'antico stemma della città era formato da tre soffietti, "Tri Boffitt" in dialetto bellinzonese (attrezzi per attizzare il fuoco), indicanti i venti del nord, nord-est e sud-ovest convergenti al centro dov'era posizionata una grande lettera B, indicante il toponimo.
In epoca viscontea venne sostituito dalla nota "vipera" o "biscione" di quel casato, che in epoca svizzera venne privato della corona ducale e del fanciullo in bocca. Il formato originale, con corona e fanciullo, lo si può ancora trovare rafficurato su alcuni monumenti storici, come sulla facciata della Chiesa della Collegiata.

Stemma della casata dei Visconti.
Le origini del Biscione visconteo sono leggendarie. Una di queste leggende racconta del re longobardo Desiderio, che appisolatosi perché stanco dopo una dura battaglia e di un serpente che salito sull’elmo si allontana senza mordere il sovrano. Preso come segno del destino, il fatto fu acquisito a insegna dallo stesso. E forse poi ereditato dai Visconti, nuovi padroni di Milano.
Un’altra versione racconta che durante l’assedio di Gerusalemme, nel 1099, durante la prima crociata, Ottone Visconti, alla guida di 7000 milanesi, sconfisse in un duello il terribile nobile saraceno Voluce, che per sottolineare la sua presunta invincibilità, era solito combattere sotto il simbolo di un serpente che ingoiava un uomo. Così nella crociata successiva, questa immagine già appariva sui vessilli dell’esercito milanese.
Un’ultima leggenda vuole che dopo la morte di San Dionigi, nella metà del IV sec., un drago di nome Tarantasio giunse nei dintorni di Milano trovando dimora in una grotta presso il lago Gerundo, situato ben oltre le mura della città. Si riteneva che tale mostruosità divorasse i bambini, fracassasse le barche ed il suo fiato pestilenziale ammorbasse l’aria causando la febbre gialla. Dopo diversi infruttuosi tentativi di uccisione da parte di disparati cavalieri, giunse in città Uberto Visconti che affrontò e sconfisse il mostro prima che quest’ultimo potesse ingoiare del tutto un fanciullo che aveva già cominciato a bloccare tra le sue fauci. Volendo immortalare l’evento, lo stesso Uberto, leggendario capostipite della schiatta dei Visconti, si fece riprodurre il mostro sullo scudo e sull’elmo.
Il biscione accompagnerà tutte le vicende della storia milanese e segnerà il dominio dei Visconti anche sulle terre da loro conquistate. Confini che alla fine del XV sec. arrivavano fino a Bellinzona.
2. A proposito del cache
La "Nuova Bellinzona", nata dall'aggregazione dei comuni limitrofi nell'aprile 2017, si è dotata di un nuovo stemma che riprende l'antico "biscione" d'argento in campo rosso di derivazione viscontea.
Quante sono le linee, equivalenti al numero dei comuni aggregati, che formano il logo rappresentante il "biscione" nella sua nuova forma grafica? Risposta = AB
Il cache si trova presso le seguenti coordinate:
N 46° 14. │2A │B│A+2B│ E 009° 01. │2B│3B│A+B│
Annotati pure il seguente numero, ti servirà: BBB
Qui puoi verificare la soluzione:

Attenzione:
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In caso di vento tempestoso non entrare nel bosco: esiste il reale pericolo di caduta di alberi e di rami.
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Il cache è posizionato vicino al fiume: la riva è scoscesa e senza possibilità di risalirla in caso di caduta in acqua.
- In caso di pioggia il cache è fattibile, ma non particolarmente divertente... Beh, per dirla tutta: vorrei che si evitasse di bagnare il contenuto del cache!
3. Informazioni supplementari
Auguro a tutti una piacevole passeggiata e buona fortuna nella ricerca!
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